Un giorno una rondella collocata sul banco di un orologiaio si mise a protestare: "Non ne posso più! Tutti i giorni la stessa vita grama, faticosa, ripetitiva! Girare, sempre girare, sempre allo stesso ritmo e velocità. Girare con le altre rondelle. Chi più piano, chi più veloce, chi in un senso chi nell'altro, ma solo e sempre girare! Ti sembra una bella vita? Una vita dignitosa? Questo sistema è insostenibile, ma tu che sei pagato per mantenere noi rondelle in perfetta salute non muovi un dito per cambiarlo! Orologiaio, devi fare qualcosa!"
L'orologiaio, che quel giorno era in vena di chiacchiere, rispose alla rondella. "Cara mia, forse questo sistema sembrerà difettoso a te che ci vivi dentro e contribuisci al suo funzionamento, ma i fruitori dell'orologio, che si avvalgono delle mie competenze per mantenerlo efficiente, lo trovano impeccabile; perfettamente funzionante. Ah, e per inciso, il mio ruolo non è quello di perseguire il tuo benessere, ma di assicurarmi che il meccanismo di cui fai parte conservi la sua puntualità ed efficienza nel tempo."
Questa storiella allegorica mi aiuta ad introdurre l'argomento del post, ossia la natura ambivalente, contemporaneamente perfetta ed imperfetta del sistema entro cui viviamo.