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Leggere prima di postare commenti. Questo comunicato è rivolto a tutti i lettori del sito. Leggi tutto...

Ci vuole lealtà verso se stessi per riconoscere i propri veri sentimenti

di Francesco Lamendola

Non si può essere leali verso l’altro, se prima non ci si è abituati, per lunga e costante disciplina, all’onestà nei confronti di se stessi.
Essere onesti con se stessi, vuol dire essere capaci di riconoscere onestamente i moti del proprio animo, indipendentemente dall’uso che, poi, mediante l’esercizio della volontà, si deciderà di farne o, eventualmente, di non farne.

Chi non sa riconoscere quello che prova, o è un analfabeta di se stesso, o, cosa più frequente, un disonesto: un individuo da nulla, che si nasconde dietro le proprie menzogne di cartapesta e che non merita di essere considerato veramente uomo o veramente donna.

Chi è leale verso se stesso, lo è necessariamente anche verso l’altro: perché mentire a se stessi è più difficile che mentire agli altri; e, una volta che si sia trovato il coraggio della propria verità interiore, sarà sempre una fatica minore - ammesso che la si debba considerare una fatica - quella di giocare a carte scoperte con il prossimo.
La nostra anima è un tempio che noi abbiamo il dovere di non profanare; ogni menzogna che raccontiamo a noi stessi, è una profanazione di quel sacro tempio. E il tradimento della fiducia altrui non è che la logica conseguenza di una simile profanazione.

PICCO DEL PETROLIO? PERCHÈ NON PICCO DELL'ACQUA?

DI WILLIAM BOWLES
Global Research

Picco del Petrolio? Perchè non Picco dell'Acqua che, dopo tutto, è molto più importante per la vita di quanto sarà mai il petrolio e viene consumata in quantità enormi dallo stesso sistema economico che ha masticato il petrolio?

In effetti, l'acqua è un segno molto più potente e rilevante, più di quanto lo sia il petrolio, del modo in cui il capitalismo distrugge il pianeta. Nonostante sia anche questa una risorsa limitata, è anche una risorsa rinnovabile attraverso il processo di riciclaggio, cosa che viene fatta dalla natura in un altro dei suoi incredibili cicli che mantengono stabile la biosfera; cosa che chiamiamo omeostasi e in cui si incontrano chimica, biologia e fisica. L'acqua è così di gran lunga più emblematica dell'irrazionalità della produzione capitalistica di quanto sia il petrolio, poichè anche una risorsa rinnovabile è consumata dal capitalismo.

Per questo non riesco proprio a capire il fatto che alcuni a sinistra (i quali penso dovrebbero sapere meglio) si sono corrotti nelle bugie del "Picco del Petrolio". "Essere a corto di petrolio" è essenzialmente un problema per il capitalismo, non per voi e per me. In effetti, "essere a corto di petrolio" forse è una benedizione mascherata. Pensate solo, potremo trovarci nuovamente a vivere in un mondo senza sacchetti di plastica! [1]

Hanno perso ma non sanno come dirlo

Marco Cedolin

In Val di Susa durante l'ultima settimana, che ha fatto seguito alla grande manifestazione del 9 ottobre con corteo da Vaie a S. Ambrogio, si respira per molti versi un'aria di vittoria.

Il velo mediatico omertoso calato a nascondere all'opinione pubblica il corteo dello scorso sabato. La rabbiosa reazione della poitica sbavante di rabbia ad iniziare dai mestieranti del PD. La campagna di stampa denigratoria messa in scena dai giornali nel tentativo di screditare i contestatori valsusini. I fantasiosi "aggiustamenti" del progetto promessi da un Virano con lo sguardo sempre più allucinato. I filmati stile cartoon, infarciti di dati falsi e costruiti con lo scopo d'illudere i cittadini raccontando loro che bucare le montagne, lasciare i paesi senza acqua, estrarre tonnellate di smarino contenente amianto, mettere a repentaglio centinaia di abitazioni, creare voragini nel debito pubblico, il tutto senza che esista una sola ragione per farlo, costituirebbe una pratica virtuosa ed ecologica, nonchè economicamente conveniente.

Ecomostri a tutta velocità ma per costruire un ospedale ci si mettono vent’anni

pubblicato su il Gazzettino il 15 ottobre 2010

Per costruire un ospedale o una stazione ferroviaria in Italia ci si mettono venti anni e quando finalmente la struttura è pronta è diventata obsoleta. Ma quando c’è di mezzo un "ecomostro" si va a velocità missilistica. Io abito a Milano in un brutto edificio anni Cinquanta, brutto come solo dal dopoguerra si è costruito, in una zona quasi centrale. L’unico pregio della mia casa era che dalle finestre vedevo nelle giornate limpide, quasi tutto l’arco delle Alpi: le Grigne, il Rosa, il Cervino. Davanti al mio edificio sorgeva infatti negli anni Cinquanta la stazione delle Varesine. Per me, bambino, era bello poter vedere dall’alto il via vai dei treni, il gioco degli scambi, le rotaie luccicanti che si perdevano all’infinito.

Negli anni Sessanta le Varesine sono state spostate un chilometro e mezzo più in fuori e oggi si chiamano Stazione Garibaldi. Nell’enorme spiazzo si è installato un grande Luna Park che ci è rimasto per anni. Perlomeno ci si poteva portare i bambini. Qualche anno fa il Luna Park, probabilmente sconfitto dalla Playstation, è andato via e al suo posto è nato un bosco, un vero bosco, non l’odioso verde che si può solo guardare. Miracolo a Milano. Milano infatti, a differenza di Roma o di Torino, ha un solo parco e un solo giardino pubblico (ne ha molti invece di privati, ma stanno all’interno delle inavvicinabili case del centro). Già ai primi del ’900 l’architetto Van de Welde, ponendosi il problema delle megalopoli, avvertiva che "una città è fatta di pieni ma anche di vuoti". Milano ha solo pieni. Sarebbe bastato dare una ripulitina a quel bosco, metterci qualche panchina, un chiosco e si sarebbe avuto luogo gradevole, oltre che un piccolo polmone verde quasi nel centro della città. A costo zero.

Aggiornamento Il Più Grande Crimine. N.1

La Commissione Europea ha appena passato una direttiva che multa gli Stati dell'Eurozona per lo 0,2% del PIL se non si adeguano ai parametri del Patto di Stabilità (deficit al 3% del PIL e debito al 60%), quei parametri che sono stati disegnati appositamente per paralizzare i governi nel loro compito di creare ricchezza per i cittadini, e per distruggere i mercati europei su cui le nostre famiglie dipendono per il lavoro e per vivere.

Il risultato di questo ennesimo crimine contro la nostra vita vera è riassunto dall'economista Joseph Halevi (Sydney Univ.) così: "Siccome è ora chiaro che la UE, e l'Eurozona in particolare, non potranno generare più alcuna spesa significativa, accade che la domanda ora sta appesa disperatamente alla spesa a deficit interna ed esterna degli USA. Come ha detto Krugman, è l'unica cosa che sopravvive al momento".

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MARCO PIZZUTI


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IN UN MONDO IN CUI L'1% DELLA POPOLAZIONE POSSIEDE IL 40% DELLA RICCHEZZA PLANETARIA, IN UN MONDO IN CUI 34.000 BAMBINI MUOIONO OGNI GIORNO PER POVERTA' E MALATTIE CHE SI POSSONO PREVENIRE, E DOVE IL 50% DELLA POPOLAZIONE MONDIALI VIVE CON MENO DI 2 DOLLARI AL GIORNO, UNA COSA E' CHIARA C'E' QUALCOSA DI PROFONDAMENTE SBAGLIATO. E CONSAPEVOLI O NO IL SANGUE CHE DA VITA A TUTTE LE NOSTRE ISTITUZIONI E QUINDI ALLA NOSTRA STESSA SOCIETA' E' IL DENARO!

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