Non si sfugge all'oppressione della catena di montaggio
di thruth3
Siamo eccessivamente identificati nei nostri ruoli, anche quando non sono per nulla invidiabili. Continuiamo a discutere delle circostanze e delle "prospettive" che riguardano il nostro lavoro, come se la vita fosse tutt'uno con la sequela insulsa di incombenze e mansioni che ciascuna professione implica.
Tra cadute, sogni impossibili, ripetizioni del già noto, siamo identificati nelle nostre parti di uomini o donne, padri, madri, mariti, mogli, figli... ma non siamo noi quei ruoli che sono solo involucri, gusci di cicala.
Sulla servitù moderna
Attivare i sottotitoli.
La playlist qui:
http://www.youtube.com/view_play_list...
Sito web http://www.delaservitudemoderne.org
La verità attraversa tre fasi:
- prima la si ridicolizza;
- poi ci si oppone violentemente;
- infine, la si accetta come ovvia.
Schopenhauer
Questo film, diffuso fuori da ogni circuito legale o commerciale, può esistere soltanto grazie al sostegno delle persone che ne organizzano la diffusione o la proiezione. Non appartiene a noi, appartiene a tutti coloro che vorranno prenderlo per gettarlo fra le fiamme dei combattimenti.
PERU':GLI INDIGENI DELL' AMAZZONIA SONO DAVVERO POVERI ?
DI JOSE' ALVAREZ ALONSO
http://blog.pucp.edu.pe/
Sebbene gli indigeni soffrano sempre più la grave mancanza di risorse dovuta al peggioramento delle condizioni del loro habitat, a voler essere obiettivi, non possono essere catalogati come poveri in quanto godono di una relativa buona qualità di vita.
A causa delle proteste indigene e dei sanguinosi eventi di Bagua, oggi tutti parlano delle popolazioni indigene, del loro sviluppo e della loro vita. Chi più chi meno predica su ciò che è meglio o peggio per l’Amazzonia e per quegli indigeni che qualcuno ha definito (nella maniera più razzista ed etnocentrica) poco più che pezzenti selvaggi. I più benevoli li hanno definiti poveri misericordiosi, quasi degli accattoni degni di compassione. Sono entrambe visioni parziali ed ideologizzate (e pertanto essenzialmente false) della realtà indigena.
In queste ultime settimane ho avuto modo di partecipare come relatore al direttivo che sta lavorando al piano di sviluppo organizzato per le popolazioni indigene dell’Amazzonia nell’ambito del Grupo Nacional de diálogo istituito dal Governo e dalle organizzazioni indigene. Le lunghe ore di lavoro e i rapporti stretti con i dirigenti provenienti da ogni angolo dell’Amazzonia peruviana, oltre alle visite presso le comunità amazzoniche che ho effettuato in tutti questi anni, mi hanno dato la possibilità di percepire in parte l’idea che alcuni indigeni si son fatti su alcune delle loro problematiche, sulle loro aspirazioni di sviluppo, e sul recente conflitto che, per l’appunto, non è solo legato all’attuale Governo ma ad un modello economico, un modo di vivere ed un progresso che gli stessi indigeni sentono estraneo.
Unabomber: la mano di Gladio?
Dim lights
di Stefania Nicoletti
1. Gli attentati e la vicenda giudiziaria.
Dal 1994 al 2006, un bombarolo semina il terrore e insanguina città e paesi del Nord Est.
Quasi subito viene soprannominato “Unabomber” dalla stampa. Il nome deriva da quello di un terrorista americano, Theodore Kaczynski.
L’Unabomber nostrano fabbrica ordigni all’inizio di tipo rudimentale, poi sempre più sofisticati.
Tutti gli ordigni sono progettati e costruiti non per uccidere ma per ferire e mutilare.
Colpisce nella zona a cavallo tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Trivelle false Botte vere!
Marco Cedolin
In Val di Susa dall’inizio dell’anno si dorme poco, spesso si mangia in piedi e ancor più spesso si vive all’aria aperta, anche la notte quando nevica. Il motivo di uno stile di vita tanto bizzarro, al quale ormai stanno facendo l’abitudine molti cittadini valsusini è costituito dai sondaggi truffa fortemente voluti da Mario Virano e lautamente pagati da tutti i contribuenti italiani.
Dall’inizio dell’anno quasi ogni notte, con il favore delle tenebre, una trivella si mette in moto, con il suo corollario di centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa che militarizzano il territorio. La trivella viene sistematicamente posizionata in un sito adiacente all’autostrada A32, quasi sempre accanto al pilone di un viadotto, laddove la natura del terreno non presenta alcun segreto, dal momento che è stata già studiata in profondità quando negli anni 90 autostrada e viadotti furono costruiti. Il sondaggio farsa prosegue per alcune ore e generalmente prima che scenda nuovamente la notte il cantiere viene smantellato in gran fretta insieme all’occupazione militare, destinata a riproporsi molto presto, magari già la notte successiva, accanto ad un altro pilone della stessa autostrada.
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