
DI VICENC NAVARRO
Público Il parametro più importante per spiegare la qualità di vita della popolazione adulta è il lavoro. Gli studi scientifici dei centri ricerca sanitaria degli Stati Uniti (i conosciuti National Institutes of Health del Governo federale degli Stati Uniti) hanno dimostrato che la variabile più importante per spiegare la longevità (cioè, gli anni che vive una persona) dei cittadini statunitensi è il tipo di lavoro che fanno. Migliore è la qualità del lavoro (cioè, maggiore è la possibilità di dimostrare nel proprio posto di lavoro la creatività che l’intero essere umano possiede, maggiore è il controllo del suo ambiente lavorativo e delle sue condizioni di lavoro e maggiore la soddisfazione per il suo lavoro), maggiore sarà il numero di anni di vita di un cittadino. In realtà, il lavoro rappresenta le 24 ore della giornata, e non solo le otto ore della giornata lavorativa. Un falegname, per esempio, fa sogni diversi da quelli che fa un medico. E il punto più debole delle nostre società è che, per la maggior parte delle persone che lavorano, il lavoro non è, in sé, un mezzo di divertimento, creatività e soddisfazione, ma un semplice strumento per raggiungere i mezzi –soldi- affinché quell’ individuo si senta realizzato nel mondo del consumo.
La società dei consumi fa diventare il mondo lavorativo un semplice strumento per poter consumare.
Comunque, il lavoro è la variabile più importante per configurare la vita di una persona. Quello che la persona ha (il consumo) dipende di quello che fa (il lavoro). Quindi, la gente comune, nella grande saggezza che le dà la sua esperienza quotidiana, quando vuole sapere di una persona, dopo averle chiesto il suo nome, solitamente chiede: “E Lei, che lavoro fa?”. E quando le viene data la risposta a questa domanda conosce già molto dell’altra persona, compreso il livello di consumo, il tipo di abitazione che ha e il tipo di vicinato dove abita, così come il suo stile di vita e così via.