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DICONO CHE NON CI SONO I SOLDI, TRANNE PER LA CASTA, LE BANCHE, IL VATICANO E LA NATO.

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Leggere prima di postare commenti. Questo comunicato è rivolto a tutti i lettori del sito. Leggi tutto...

I mass media e la tecnica del corto circuito.

Le tecniche dei mass media per controllare la popolazione.

1. Premessa. 2. Il problema delle riforme della magistratura. 3 il problema degli aumenti di carriera e di stipendio dei magistrati. 4. Il problema della mafia. 5. La globalizzazione e i fatti del G8. 6. Il problema del doping. 7. Il caso Garlasco e il caso Cogne. 8. Il problema di Berlusconi e del monopolio televisivo. 9. La questione ebraica. 10. Il problema della massoneria. 11. Conclusioni. La tecnica del corto circuito.


1. Premessa.

Da piccolo, ogni tanto, sentivo degli intellettuali dire cose che non capivo. Pasolini diceva che nulla è più terribile della Televisione. Molti dicevano che la TV era un mezzo di controllo delle masse, ma non riuscivo a capire il perché e soprattutto il come ciò avvenisse. Secondo la mia limitata visione di allora, che controllo poteva esercitare un mezzo che mandava film, spettacoli, e notizie? Tanto, pensavo, c’è sempre la nostra intelligenza che vaglierà se una cosa è giusta o no.

Da sempre, fin da quando ero giovane, per educazione o per carattere o forse per entrambe le cose, ho sempre cercato di capire “il diverso da me” e quindi sono sempre stato incuriosito dalle tesi completamente opposte alle mie, cercando di capire come e perché una persona potesse credere in una tesi completamente opposta (che io ritenevo sbagliata); e spesso scoprivo, sorprendendomi, che a guardare la cosa dal punto di vista dell’altro, anche l’altro può aver ragione.

Questa mia caratteristica mi ha portato a cercare di capire cosa spingesse una persona a votare comunista ed essere filo-sovietico negli anni '70 anche se in Russia era notorio che non esistesse alcuna libertà; cosa spingesse una persona a essere fascista anche se era notoria la rovina a cui aveva portato il fascismo; cosa spingesse una persona ad essere atea o ad aderire all’islamismo, cosa spingesse un mafioso a stare dalla parte della mafia, ecc....

La protesta dei sanguinari

di Luigi Boschi

Gentiluomini della crudeltà a cui sta a cuore la salute e l'ambiente

I produttori di cadaveri freschi e stagionati, i responsabili del genocidio animale, i forieri del disastro ambientale, gli avvelenatori della salute, i corresponsabili della fame nel mondo... ecco questi generosi individui con le loro sigle di appartenenza (Assalzoo, Assica, Assocarni, Una) si permettono di scrivere a Emma Marcegaglia, come se fosse stato fatto loro un torto, per chiedere un intervento sulla linea editoriale del Sole 24 ore!! Per cosa? Per la dichiarazione di Paolo Barilla al "Pasta Day di New York" sulla necessità di moderare il consumo di carne, causa di dannose conseguenze sotto vari aspetti.

Non c'è ricerca scientifica onesta che non possa non rilevare questo disastro generato dall'economia di derivazione animale. Ma questi signori della morte si sentono offesi. Questi amici degli animali farebbero bene a guardare al disastro generato. Bisognerebbe intentare contro di loro una class action per danno alla salute pubblica e all'ambiente.
Una vera lobby di mistificatori. Hanno il coraggio di chiamarla "campagna diffamatoria e diseducativa". Sono ignoranti fuori di senno, uno stato puro di egoismo economico! Chi se ne fotte delle conseguenze!

Lasciarsi andare al richiamo dell'Essere come l'acqua che si affretta giù per la cascata

di Francesco Lamendola

Osservando l'acqua di una cascata che si precipita giù dal salto e si rovescia sulle rocce sottostanti, formando una nuvola di minutissima schiuma, vien fatto di pensare che quella di cadere nel vuoto, verso l'abisso, debba essere un'esperienza terribile, spaventosa: tutto il nostro essere si ribella all'idea, e ne rabbrividisce.
Ciò avviene perché noi, istintivamente, tendiamo ad identificarci con quelle goccioline d'acqua, conservando, però, tutta la nostra dimensione egoica, tutto il nostro attaccamento alle cose, tutto il nostro incontrollabile istinto di conservazione. Infatti, se davvero ci identificassimo con quelle goccioline d'acqua, dovremmo anche liberarci dai condizionamenti della ragione strumentale e calcolante, farci acqua e natura, lasciarci prendere dal libero gioco degli elementi.

Allora, e solo allora, giungeremmo a comprendere, anzi, a constatare, che le goccioline d'acqua non provano né angoscia, né spavento, allorché si affrettano giù per la grande avventura: il salto nel vuoto, la corsa verso la propria meta. Al contrario, esse - se fosse lecito immaginarle dotate di una qualche scintilla di consapevolezza -, non potrebbero che nutrire gioia e impazienza, perché quel salto rappresenta una tappa decisiva verso il conseguimento del loro fine.

Il fine dell'acqua di un fiume è quello di entrare nel mare. I fiumi non scorrono a caso: vanno verso una meta, hanno uno scopo e una precisa ragion d'essere. Ogni cosa, nell'universo, possiede una precisa ragion d'essere, uno scopo e una meta. Ogni cosa obbedisce a un'immensa armonia, che tutto abbraccia e che di tutto si serve, perfino delle note discordanti e delle pause d'incertezza da parte di alcuni di noi.
Tuttavia, si potrebbe obiettare, anche ammesso che l'acqua non provi spavento né dolore all'idea di rovesciarsi giù da una cascata e di affrettarsi verso il mare, non resta pur sempre il fatto che, una volta raggiunta la sua meta, il fiume, in quanto tale, cessa di esistere, così come cessano di esistere le singole gocce che lo componevano?

CAPIRE IL POTERE

Le Mafie, i Pifferai magici, e i topi.

di Paolo Barnard

C’era una volta un Pifferaio magico...

E’ tutta una questione di proporzioni. Combattere le Mafie è giusto, a patto che le si combatta in ordine di pericolo. Combattere i conflitti d’interesse è giusto, a patto che si combattano per primi quelli che ci danneggiano di più. Ma se accade l’inverso, se cioè si combatte il nemico minore e si ignora quello maggiore, che succede? Risposta: succede l’Italia, purtroppo. Si ottiene cioè quel Paese miserabile e miserabilmente smarrito in cui viviamo, e si ottengono i Pifferai magici che ci fanno danzare come topi istupiditi ai loro comandi, dall’altra parte del Sistema.

Lotta alla Mafia? Sì, ma la peggiore per prima.

Date un’occhiata qui: c’è 1 miliardo di euro da una parte, e ci sono 118 miliardi di euro dall’altra.

1 miliardo di euro. Secondo un  autorevole studio sull’impatto della Mafia sull’economia produttiva della Sicilia, e cioè il volume ‘I costi dell’illegalità’ di Antonio La Spina (ed. Il Mulino 2008), le cosche hanno sottratto a quella regione un miliardo di euro nel 2007 (12 mesi) col ricatto del pizzo.

118 miliardi di euro. E’ la somma di denaro che noi cittadini italiani abbiamo dovuto rendere disponibile – e una cui parte abbiamo già del tutto perduto - nel 2008-2009 (12 mesi) per far fronte a un altro ricatto, quello inflittoci dalla Mafia degli speculatori e degli investitori internazionali, i responsabili della crisi finanziaria e della fuga di capitali dall’Italia.

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ANTONELLA RANDAZZO

MARCO PIZZUTI


rivelazioni-non-autorizzate

 

IN UN MONDO IN CUI L'1% DELLA POPOLAZIONE POSSIEDE IL 40% DELLA RICCHEZZA PLANETARIA, IN UN MONDO IN CUI 34.000 BAMBINI MUOIONO OGNI GIORNO PER POVERTA' E MALATTIE CHE SI POSSONO PREVENIRE, E DOVE IL 50% DELLA POPOLAZIONE MONDIALI VIVE CON MENO DI 2 DOLLARI AL GIORNO, UNA COSA E' CHIARA C'E' QUALCOSA DI PROFONDAMENTE SBAGLIATO. E CONSAPEVOLI O NO IL SANGUE CHE DA VITA A TUTTE LE NOSTRE ISTITUZIONI E QUINDI ALLA NOSTRA STESSA SOCIETA' E' IL DENARO!

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