di Francesco Lamendola
Osservando l'acqua di una cascata che si precipita giù dal salto e si rovescia sulle rocce sottostanti, formando una nuvola di minutissima schiuma, vien fatto di pensare che quella di cadere nel vuoto, verso l'abisso, debba essere un'esperienza terribile, spaventosa: tutto il nostro essere si ribella all'idea, e ne rabbrividisce.
Ciò avviene perché noi, istintivamente, tendiamo ad identificarci con quelle goccioline d'acqua, conservando, però, tutta la nostra dimensione egoica, tutto il nostro attaccamento alle cose, tutto il nostro incontrollabile istinto di conservazione. Infatti, se davvero ci identificassimo con quelle goccioline d'acqua, dovremmo anche liberarci dai condizionamenti della ragione strumentale e calcolante, farci acqua e natura, lasciarci prendere dal libero gioco degli elementi.
Allora, e solo allora, giungeremmo a comprendere, anzi, a constatare, che le goccioline d'acqua non provano né angoscia, né spavento, allorché si affrettano giù per la grande avventura: il salto nel vuoto, la corsa verso la propria meta. Al contrario, esse - se fosse lecito immaginarle dotate di una qualche scintilla di consapevolezza -, non potrebbero che nutrire gioia e impazienza, perché quel salto rappresenta una tappa decisiva verso il conseguimento del loro fine.
Il fine dell'acqua di un fiume è quello di entrare nel mare. I fiumi non scorrono a caso: vanno verso una meta, hanno uno scopo e una precisa ragion d'essere. Ogni cosa, nell'universo, possiede una precisa ragion d'essere, uno scopo e una meta. Ogni cosa obbedisce a un'immensa armonia, che tutto abbraccia e che di tutto si serve, perfino delle note discordanti e delle pause d'incertezza da parte di alcuni di noi.
Tuttavia, si potrebbe obiettare, anche ammesso che l'acqua non provi spavento né dolore all'idea di rovesciarsi giù da una cascata e di affrettarsi verso il mare, non resta pur sempre il fatto che, una volta raggiunta la sua meta, il fiume, in quanto tale, cessa di esistere, così come cessano di esistere le singole gocce che lo componevano?