Se ti scopro a fumare ti mando a ramazzare
Duro lavoro quello dei presidi degli istituti superiori, non solo costretti a lottare coi tagli alle spese destinate all'istruzione, ma, da quando è entrata in vigore la legge Sirchia sono stati obbligati ad assumere il ruolo di garanti della salute di scalmanati teen-agers.
Per proteggere dal nemico numero uno della salute pubblica orde di giovani non basta affiggere ovunque cartelli "vietato fumare". Non è sufficiente distogliere personale docente e non docente dal proprio lavoro per investirlo dell'incarico di controllore della salute, armato di penna e blocchetto pronto a staccare la sanzione al malcapitato sorpreso a fumare negli spazi di pertinenza scolastica. Ogni sforzo pare inutile. Il preside del Liceo scientifico "Leonardo da Vinci" di Trento ha inventato una soluzione, che ricorda l'olio di ricino, avente come fine quello di dissuadere il suoi sottoposti dalla violazione del "Vietato fumare"
Presentiamo ancora uno stupefacente documento della follia che si è impadronita della nostra società, ormai ridotta ad una schizofrenica battaglia (già persa in partenza) per ordinare tutto, regolare tutto, sanzionare tutto, controllare i comportamenti individuali e le scelte di vita e incanalarli in una norma di volta in volta predefinita da chi crede di avere il diritto e il dovere di vivere le vite altrui, con sommo disprezzo della libertà e della responsabilità personali.
Schizofrenica perché da un lato assistiamo ad una incredibile alzata di testa dell’autoritarismo più bieco, dell’intrusione nella vita privata dei cittadini in una misura inconcepibile fino a pochissimi anni fa, a base di divieti, multe, controlli e sanzioni, dall’altro lato tutto ciò viene avviluppato nella più deleteria retorica post sessantottina del “politicamente corretto” a base di “tutela” dell’interesse comune, educazione al vivere sociale, democrazia, il tutto ovviamente infarcito di oscenità lessicali quale è ad esempio il “lavoro socialmente utile”.
Da Trento arriva questa lezione di civiltà e progresso in nome della salute e dell’educazione dei sempre vessatissimi, controllatissimi, infelicissimi “giovani”.
Veniamo così ad apprendere che la terribile colpa di fumare , anche all’aperto, all’interno della scuola verrà sanzionata con una “corveè” imposta allo sfortunato studentello che, in barba alla legge, venga sorpreso a rilassarsi tra una lezione e l’altra o durante la ricreazione.
Il fatto che non esistano appigli fondati sul cosiddetto “fumo passivo” per vietare il fumo all’aperto, ovviamente non ha scoraggiato i fanatici dall’esigere (e altrettanto ovviamente ottenere…) questa legge dissennata che ha reso “rauchersrein” * gli edifici scolastici e le loro adiacenze. Il tutto in nome dell’”educazione” alla salute. Il messaggio è “Anche se non ammazzi nessuno, ammazzi te stesso e noi te lo impediremo, anche a costo di ammazzarti”. Chiaro no?
No.
Dopo aver creato il falso “problema” del fumo e aver di fatto dichiarato i fumatori assassini e suicidi e come tali emarginati da tutti i locali pubblici, dai treni e dagli aerei, dopo aver contribuito in modo cospicuo all’attuale crisi facendo fallire prima le sale Bingo, poi bar, ristoranti e locali notturni, dopo aver creato un falso allarme sociale in base a una vera e propria frode scientifica, statistica ed epidemiologica, stravolgendo e distorcendo dati e studi, dopo aver inflitto ponderosi danni psicologici e sociali a un infinito numero di persone adulte e perfettamente in grado di decidere come vivere la loro vita, dopo aver inculcato una dose massiccia di tali fandonie ai giovani (e averlo fatto in nome della loro salute), noi sappiamo con chi abbiamo a che fare. Non sono educatori, ma impostori.
Il Liceo Scientifico in questione dovrebbe cambiare nome in Liceo Pseudoscientifico e se avesse veramente a cuore l’educazione e la didattica dovrebbe prima di tutto insegnare ai propri studenti che la scienza è una cosa, la truffa un’altra, il rispetto per tutti, fumatori e non e la capacità di discernere. Inoltre l’evidenza dell’aumento dei fumatori tra i giovani dovrebbe far riflettere su come questa persecuzione mediatica e istituzionale messa i piedi dalle case farmaceutiche e da fanatici irresponsabili non solo abbia fallito i suoi tristi obiettivi, ma abbia prodotto effetti contrari.
Ma come sappiamo per lunga esperienza l’evidenza non ha mai scoraggiato questi stolti propagatori di immondizia salutista.
Sembra comunque che i giovani siano davvero una speranza se, nonostante tutto si tappano le orecchie e si accendono una sigaretta.
Un’ultima cosa: se fossi un genitore e venissi a sapere che mio figlio è stato sorpreso a fumare e dovrà fare un “lavoro socialmente utile”, prima minaccerei mio figlio di disconoscerlo e diseredarlo se solo prova a raccogliere una sola cicca da terra e poi lo iscriverei ad un'altra scuola.
*rauchersrein – libero da fumatori. I nazisti, precursori del salutismo e primi a inventare il fumo passivo, usavano la simpatica espressione “judenrein” per definire i territori “ripuliti dai giudei”, è pertanto appropriato usare un’espressione ricalcata su questa per definire la nuova persecuzione mondiale dei fumatori da parte dei nuovi nazisalutisti. L’ebreo divenne dal giorno alla notte una cosa sporca da “rimuovere”, stessa sorte è toccata ai fumatori, meno l’eliminazione fisica, ma visto l’andazzo, chi può dire?
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