Oggi non ha senso. Domani è il tuo lavoro di oggi.

di Paolo Barnard
Non ha nessun senso seguire gli eventi di questo governo ora. Ciò che farà a breve è scontato. Ci aggancerà in via definitiva al velivolo che sta precipitando a spirale verso lo schianto e che si chiama Austerità, cioè meno spesa pubblica, cioè deflazione economica, cioè disoccupazione montante, cioè debito pubblico che aumenta per finanziare gli ammortizzatori sociali, cioè ancora più sfiducia dei mercati, cioè tassi sui nostri titoli che saranno sempre più alti, cioè altre chiamate per ancor più Austerità, e il giro a vite infernale ricomincia da capo. Naturalmente tutto condito in Euro, cioè The Ultimate Armageddon Currency.
Poi, appunto, ci sarà lo schianto dell’Eurozona, appena prima del quale verrà espulsa la Grecia, poi noi, poi la Spagna, poi la Francia, poi la Germania, che sarà quella che spegnerà le luci prima di saltare per ultima dalla carcassa dell’aeromobile. Ok, questo è banale e scontato.
Riporto, a chiusura di questa introduzione, una frase stupenda nella tragedia, trovata nel blog dell’economista americano L. Randall Wray, e che recita:
“Chiunque abbia comprato dei titoli di governi dell’Eurozona è stato, nelle memorabili parole di Kenneth Boulding, o un filantropo o un idiota. Probabilmente entrambi”.
Chiunque stia considerando di farlo domani… nooo, nessuno, alla fine i mercati sono sì tonti, ma non così tonti.
Ma è domani che conta. Perché già ora i grandi investitori (leggi i golpisti) si stanno attrezzando per infliggerci un destino confronto al quale la condizione economica dell’Italia di oggi sembrerà la Belle Epoque. Dimenticate oggi, dimenticate Monti, la patrimoniale, la non patrimoniale, ICI non ICI ecc. Allora, per essere semplice: quando l’Italia sarà costretta a saltare dall’aereo che precipita a spirale, dovrà sperare di poter azionare il paracadute. Ma i mercati stanno attrezzandosi per tranciarle i cavi.
I consigli sull’uso del tronchese li ha illustrati la banca giapponese Nomura Holdings, a firma di Jens Nordvig. Per essere semplice:
Saltare dall’aereo = lasciare l’Euro e riprendersi la Lira.
Azionare il paracadute = poter ri-denominare il proprio debito esterno in Lire per poterlo poi negoziare coi creditori a condizioni di almeno sopravvivenza.
I mercati tranciano i cavi = stanno operando affinché la giurisdizione legale del nostro debito esterno sia spostata dall’Italia alla Gran Bretagna. Così per noi sarà impossibile ri-denominare il debito in Lire e siamo fottuti, ma fottuti come nessuno si immagina. Lo dovremo ripagare tutto in Euro, e a quel punto, con una Lira che sarà per forza svalutata a causa del panico generale, sarà come avere le casse piene di cipolle e dover pagare una Ferrari in dollari comprandoli a forza di tonnellate di cipolle. Significa che dovremo fare, con la nostra nuova Lira sovrana, il triplo dello sforzo. E questo in sé non è la vera fine del mondo. La fine del mondo sarà che il governo di allora sarà troppo ignorante, o troppo in malafede, e non adotterà mai le politiche di Spesa a Deficit Positiva che ci potrebbero salvare, parte dell’approccio della Modern Money Theory che ha salvato per esempio l’Argentina dopo il fallimento (le politiche spiegate ne Il Più Grande Crimine 2011). Nooo… figuriamoci.
Il governo di allora dirà: Austerità! E i milioni di italiani che si sono appena schiantati al suolo, verranno imbarcati a calci su un altro aereo che parte con le ali segate. E tutto ricomincerà da capo.
Ok, non deprimetevi: basta fare i cittadini ed esercitare la propria funzione sovrana, chiedendo ai politici di fare le cose come si deve. Semplice.
p.s. The Institute of International Finance, la lobby bancaria di Washington che raccoglie una quantità di squali finanziari che neppure il Pacifico potrebbe contenerli, è già attivamente al lavoro a distribuir tronchesi. Ma non ditelo in giro, se no poi Oscar Giannino gli dà dei Templari del pianeta di Monghuz, e quelli lo querelano.
http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=274
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