di thruth3
Siamo eccessivamente identificati nei nostri ruoli, anche quando non sono per nulla invidiabili. Continuiamo a discutere delle circostanze e delle "prospettive" che riguardano il nostro lavoro, come se la vita fosse tutt'uno con la sequela insulsa di incombenze e mansioni che ciascuna professione implica.
Tra cadute, sogni impossibili, ripetizioni del già noto, siamo identificati nelle nostre parti di uomini o donne, padri, madri, mariti, mogli, figli... ma non siamo noi quei ruoli che sono solo involucri, gusci di cicala.
Non più: ora non ci identifichiamo più con queste povere forme o con il corpo. Noi non siamo quel corpo, peso inconsistente. Ci allontaniamo da queste misere parvenze, come un'aquila che, abbandonato il nido tra le vette solitarie, plana nell'azzurro e poi ascende verso lo spazio, fino a quando la terra diventa uno smeraldo incastonato nel blu profondo e glaciale del cosmo.
E' finito tutto quanto: resta solo il pensiero, questa specie di materia esotica, da cui tutto origina. Ancora un po' e troveremo il modo per spegnere anche la mente, per sciogliere l'ultimo residuo dell'io, come perla nell'elisir. Ora evapora l'ultima immagine, si diluisce l'ultima sensazione di essere, l'illusione dell'esistenza. Nulla più ci sfiora: anche il Male è solo il vago, evanescente ricordo di un incubo che si perde tra le volute vellutate dell'oblio.
E' tutto finito: finalmente rifluiamo nel nulla, come una piccola fiamma di una candela che, vacillando per il vento, langue e muore.
Non siamo mai esistiti, se non nell'inganno delle apparenze. Non esisteremo più.
Commenti
Non c'entra nulla l'apparenza e l'oblio. Se svegli gli zombi questi poi finiscono per tarpare le tue ali e i tuoi sogni vengono cancellati dalla coltre di merda insoddisfatta e dalla loro avidità.
E' questo il vero male.
INVIDIA BRUTTA BESTIA!
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