logo
 48 visitatori online
                         NOI SIAMO FAVOREVOLI AL REDDITO MINIMO GARANTITO PER TUTTI
shopping_3728x90

ATTENZIONE

Leggere prima di postare commenti. Questo comunicato è rivolto a tutti i lettori del sito. Leggi tutto...

MONTI HA FATTO CENTRO, BRUXELLES DECIDERA' PER NOI

DI MARCELLO FOA
blog.ilgiornale.it

Lo scorso aprile segnalammo, in perfetta solitudine, i piani elaborati da Mario Monti (nella foto), per conto dell’Unione europea, per  spingere l’Europa sulla rotta dirigista. Poi scoppiò la crisi della Grecia e, sull’onda, i Ventisette annunciarono l’intenzione di inasprire i criteri di Maastricht. Poi, come al solito scese il silenzio, ma mentre i cittadini andavano in vacanza, l’Europa dell’establisment ha continuato a lavorare, nell’ombra. E ha deciso tutto, senza dibattito pubblico. E’ quel che si evince dall’ intervista rilasciata sabato da Tremonti a Repubblica.

Come capita sovente, quell’intervista ha fatto rumore per i suoi riflessi di politica interna, ma non per i suoi contenuti, che invece sono esplosivi, come spiego in questo articolo (vedi più sotto).



Leggetelo, scoprirete che l’Italia si avvia a perdere un’ulteriore fetta di sovranità, in quanto le politiche finanziarie e, attenzione, anche quelle per lo sviluppo, saranno decise non più a Roma, ma a Bruxelles. Ogni anno da gennaio ad aprile si svolgerà una sessione di bilancio europea. Ogni Stato presenterà i suoi progetti, destinati a essere discussi collettivamente da tutti gli altri Stati e coordinati dalla Commissione europea.

Tremonti sostiene che ci sarà una pianificazione decennale (che ricorda sinistramente quella quinquiennale che ha affossato l’economia sovietica) e che dovrà essere coerente con la struttura del blocco europeo e prevalente rispetto alle visioni nazionali.

Che Bruxelles debba tenere d’occhio i nostri conti è comprensibile, d’altronde lo fa già. Ma perchè deve decidere la nostra politica industriale? Per quale ragione portoghesi, olandesi, polacchi e persino rumeni devono valutare la nostra competitività? In America la California non si sogna nemmeno di vagliare eventuali incentivi normativi e fiscali della Florida o del Wisconsin. Che senso ha imporre un orientamento comune a Stati che hanno vocazioni e identità industriali diverse?

Tremonti, che sembra aver rinnegato le idee del suo recente passato, esulta. Sostiene che è in corso «una fondamentale devoluzione di potere insieme “dal basso verso l’alto“ e “dal diviso all’unito“».

Dal basso? E chi l’ha deciso? Certo non il parlamento e l’opinione pubblica è stata volutamente tenuta all’oscuro.

La mia impressione è che l’establishment europeo abbia adottato la dottrina Monti e, secondo i tenebrosi meccanismi che regolano il vertice euroepo, stia tentando di imporre una rivoluzione eurocentrica, nominalmente liberale, in realtà dirigista e lobbistica. Una rivoluzione non con il popolo, ma, ancora una volta, sopra il popolo.

O sbaglio?

Fonte: http://blog.ilgiornale.it
Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2010/09/07/nasce-nelloscurita-la-nuova-europa-dirigista-e-priva-litalia-di-unaltra-fetta-di-sovranita/
7.09.2010


La politiche economiche e quelle per lo sviluppo non nasceranno più a Roma

Ma perché le grandi riforme europee vengono fatte sempre all’insaputa del popolo? E poi: siamo certi che siano davvero grandi?
Come sempre, quando si affrontano i temi europei, la cautela è d’obbligo. Ma a leggere le indiscrezioni uscite sulla stampa europea e annunciate in Italia da Giulio Tremonti in un’intervista a Repubblica, i Ventisette Paesi dell’Unione europea si apprestano a cambiare le regole economiche e finanziarie. In un contesto, però, di inquietante opacità.

Riepiloghiamo. Lo scorso maggio la Ue salvò in extremis la Grecia, varando il megafondo di garanzia e annunciando una rivisitazione restrittiva dei criteri di Maastricht fortissimamente voluta dalla Germania. Sull’onda il Consiglio europeo decise di riscrivere il Patto di Stabilità e di Crescita.
In una vera democrazia un passaggio così importante verrebbe intrapreso alla luce del sole, dando modo all’opinione pubblica e al Parlamento di dibattere le riforme. Ma l’Unione europea è un essere amorfo, né maschio né femmina, né Stato, né Confederazione, governato secondo meccanismi complessi e imperscrutabili. Nominalmente debole, in realtà potentissimo. Da metà maggio a oggi è calato il silenzio sul nuovo Patto, che però nel frattempo è stato riscritto. Con scelte rivoluzionarie.

L’Italia perde un’altra fetta di sovranità. Secondo lo schema illustrato da Tremonti le politiche finanziarie e, attenzione, anche quelle per lo sviluppo, saranno decise non più a Roma, ma a Bruxelles. Ogni anno da gennaio ad aprile si svolgerà una sessione di bilancio europea. Ogni Stato presenterà i suoi progetti, destinati a essere discussi collettivamente da tutti gli altri Stati e coordinati dalla Commissione europea.

Dunque sarà Bruxelles, e non più il Parlamento, a decidere come lo Stato italiano debba risanare i conti pubblici e rilanciare la propria competitività, seguendo una pianificazione decennale (Twenty-twenty l’hanno chiamata, ovvero 2010-2020) che dovrà essere coerente con la struttura del blocco europeo e prevalente rispetto alle visioni nazionali.

Che Bruxelles debba tenere d’occhio i nostri conti è comprensibile, d’altronde lo fa già. Ma perché deve decidere la nostra politica industriale? Per quale ragione portoghesi, olandesi, polacchi e persino rumeni devono valutare la nostra competitività? In America la California non si sogna nemmeno di vagliare eventuali incentivi normativi e fiscali della Florida o del Wisconsin. Che senso ha imporre un orientamento comune a Stati che hanno vocazioni e identità industriali diverse?

Tutti elogiano la Germania. Ma l’Italia non è la Germania. Berlino esporta tramite i grandi gruppi, noi per il 93% grazie ad aziende piccole e medio-piccole, come ha appena certificato la Simest. Che cosa accadrà se i Ventisette obbligheranno il nostro governo a favorire i colossi anziché i piccoli?

La sensazione, sgradevolissima, è che la Ue abbia recepito le proposte formulate in primavera da Mario Monti, il quale, in teoria, auspicava più competizione, ma di fatto un controllo sempre più eurocentrico e dirigista.
Tremonti l’ha definita «una fondamentale devoluzione di potere insieme “dal basso verso l’alto” e “dal diviso all’unito”». Sono concetti che un liberale non può non accogliere con disagio.

Dal basso? Chi ha deciso questa devoluzione? Non certo il popolo e nemmeno il Parlamento. Lo stesso Monti l’altro giorno si è lamentato del fatto che l’opinione pubblica non abbia parlato delle riforme. Ma come facevano i giornali a darne conto se, né l’Unione europea, né i governi hanno aperto bocca?
Hanno deciso tutto loro. A nostra insaputa. E dovremmo persino sentirci in colpa.

Marcello Foa
Fonte: www.ilgiornale.it
Link: http://www.ilgiornale.it/economia/il_casomonti_ha_fatto_centro_bruxelles_decidera_noi/07-09-2010/articolo-id=471673-page=0-comments=1

 

Share Link: Share Link: Google Yahoo MyWeb Facebook Myspace Reddit Ask MSN Live OkNotizie Segnalo

Commenti  

 
0 #1 corrado 2010-09-08 12:14
Avanti a tutta forza....di questo passo ci troviamo in bocca un bel sasso.
Citazione
 

Aggiungi commento

Ricorda che:
1) Tenere conto che bisogna discutere i contenuti nel rispetto di tutte le idee, evitare dunque commenti provocatori, polemici, offensivi o maleducati.
2) Evitare commenti "ad personam". In questa categoria rientrano i commenti che implichino un giudizio personale sull'interlocutore. Un valido criterio è quello di evitare di scrivere tutto quello che può suscitare risentimento o altri stati d’animo non positivi. Nel dubbio astenersi.
3) Si prega di rimanere pertinenti al tema dell’articolo proposto. In alcuni casi si può accettare una divagazione, purché si rispetti il senso generale della discussione in corso, e ci sia un qualche legame con l’argomento principale.
4) Evitare di soffermarsi o insistere su particolari irrisori dell’argomento proposto, per evitare che si vada su binari sterili o distruttivi, o che si trascurino gli aspetti più importanti. Chiedersi: "Quello che ho scritto può interessare agli altri?", "E' utile e costruttivo?"
5) Si prega di non portare avanti "guerre di opinione", come se si volesse a tutti i costi “avere ragione”. Qui ognuno si forma liberamente la propria idea, non c’è alcun bisogno di combattere battaglie per convincere gli altri.
6) Evitare di inviare post eccessivamente vaghi e imprecisi. Se si sta sostenendo qualcosa di diverso rispetto all'articolo in questione, occorre corredarlo con prove concrete e con citazioni di fonti chiare e precise.
Leggi tutto: http://www.mentereale.com/articoli/comunicato-la-netiquette


Codice di sicurezza
Aggiorna

Weborama - 468x60 Image Banner
Alice 20 Mega, la più veloce. Contributo di attivazione di 154,80€ Gratis

findonfb

120x300
IN UN MONDO IN CUI L'1% DELLA POPOLAZIONE POSSIEDE IL 40% DELLA RICCHEZZA PLANETARIA, IN UN MONDO IN CUI 34.000 BAMBINI MUOIONO OGNI GIORNO PER POVERTA' E MALATTIE CHE SI POSSONO PREVENIRE, E DOVE IL 50% DELLA POPOLAZIONE MONDIALI VIVE CON MENO DI 2 DOLLARI AL GIORNO, UNA COSA E' CHIARA C'E' QUALCOSA DI PROFONDAMENTE SBAGLIATO. E CONSAPEVOLI O NO IL SANGUE CHE DA VITA A TUTTE LE NOSTRE ISTITUZIONI E QUINDI ALLA NOSTRA STESSA SOCIETA' E' IL DENARO!
180x150 Instituzionale

Statistiche dal 12/2009

Utenti : 196
Contenuti : 1748
Link web : 13
Tot. visite contenuti : 1276501