Jena Plissken
L'avanzato Occidente, che lamenta ormai da tempo tassi di natalità disastrosi quasi ovunque, pare aver sublimato l'oscuro senso di colpa derivante dalla propria manifesta pedofobia sviluppando paradossalmente un'accentuata - e a volte parossistica - protettività verso i bambini, quei bambini oggigiorno talmente rari e preziosi che il pensiero mainstream li vorrebbe sostanzialmente rinchiusi in un'asettica campana di vetro fino al fatidico scoccare della maggiore età.
In questo peculiare clima, giustificare di fronte all'opinione pubblica un qualsiasi provvedimento evocando il “bene dei bambini” significa assicurargli una blindatura sostanzialmente impenetrabile. Quale autentico mostro avrebbe infatti il coraggio di contestare apertamente, ad esempio, una legge che limita fortemente la libertà individuale, ma che può vantare una ratio così indiscutibilmente nobile? Solo un delinquente prezzolato, magari al soldo di qualche diabolica multinazionale interessata ad arginare, per il proprio squallido tornaconto, la benefica attività regolatrice diuturnamente esercitata dal parlamento di uno stato democratico. Nessun altro.
Chi porta avanti la crociata contro il tabacco questi meccanismi psicologici li conosce a menadito e, naturalmente, non si fa scrupolo a sfruttarli per manipolare l'altrui coscienza e percezione della realtà.
Venendo al punto, in alcuni paesi sono state promulgate leggi volte a proibire il fumo in prossimità delle scuole di ogni ordine e grado, e ciò senza che generalmente nemmeno gli stessi fumatori abbiano sollevato particolari obiezioni, vuoi perché il sacrificio che il divieto comporta è a conti fatti modesto, vuoi perché – appunto – quando si parla di bambini “non si scherza” e qualsiasi precauzione, anche la più drastica, può e deve essere sempre la benvenuta.
Eppure simili provvedimenti, esaminati con la dovuta obiettività, disvelano una natura tutt'altro che innocente e dovrebbero invece essere risolutamente stigmatizzati.
Ora, nemmeno lo scienziato più embedded all'armata anti-tabagismo potrebbe seriamente sostenere, dati alla mano, che la misera sigaretta di un passante rappresenti un qualsivoglia pericolo, anche solo teorico, per dei minori chiusi all'interno di un edificio scolastico. Saremmo infatti ben oltre l'applicazione più isterica del più esasperato e irrealistico principio di precauzione. Accettando per buono un simile paradigma, dove diavolo dovremmo costruirle le scuole? Nemmeno una lussureggiante oasi naturale sarebbe evidentemente in grado di assicurarci un livello di sicurezza soddisfacente.
Non ci vuole quindi molto a mangiare la foglia e comprendere che nel caso di specie il divieto prende ricattatoriamente a pretesto la tutela dei bambini ma persegue in realtà obiettivi di tutt'altro genere.
Quali sono questi obiettivi? Rispondere a tale domanda non è in fondo così difficile.
In primis, ridurre ulteriormente gli spazi nei quali è consentito fumare prevenendo ancora una volta l'accusa, a guardar bene pienamente giustificata, di essere tout-court dei proibizionisti. Ma l'impatto del provvedimento, se si limitasse a questo, sarebbe francamente così modesto che il gioco non varrebbe la proverbiale candela.
Ha invece caratteristiche tali da renderlo più utile alla causa antifumo di quanto possa sembrare a una prima e superficiale analisi.
Intanto, può fungere da efficace apripista per ulteriori divieti in spazi aperti.
In base a quale perverso criterio si potrà infatti continuare a consentire a un fumatore di “contaminare” con le sue “venefiche” esalazioni un bimbo all'interno di un parco se già la Legge impone al moderno orco di tenersi a debita distanza persino quando a dividerli è il solidissimo muro di un edificio scolastico? Oppure continuare a consentirlo in una zona pedonale dove le famigliole in cerca d'aria pulita (l'immagine bucolica è sempre un valido artificio retorico) vanno la domenica a rilassarsi e passeggiare? Oppure, infine, in qualsiasi altro luogo possibile e immaginabile?
Visto? Un divieto tira l'altro, esattamente come le ciliegie, fino al divieto dei divieti, quel proibizionismo totale che a parole i vari Ministeri della Salute fingono, ormai stancamente, di non voler implementare ma sotto sotto vagheggiano come prossima e definitiva soluzione all'intero problema.
Non solo. Vietare il fumo nelle adiacenze delle scuole (o degli ospedali, l'impatto emozionale è assolutamente identico) significa far intendere surrettiziamente al comune e generalmente ingenuo cittadino che il trascurabile fumo di una sigaretta – si badi bene, all'aperto! - sia incomparabilmente più pericoloso del pervasivo inquinamento veicolare o di quello causato dagli impianti di riscaldamento, tanto da imporre, lui e lui solo, un intervento deciso da parte dello stato.
Non è un risultato da poco, non vi sembra?
Per avere poi l'esatta percezione di quanto una legge possa essere essa stessa un formidabile mezzo di propaganda, pensate a quanti amici, dopo l'entrata in vigore della cosiddetta legge Sirchia, hanno di punto in bianco iniziato a esprimervi la loro generosa ospitalità spedendovi a fumare, al freddo, sul balcone di casa.
Insomma, lo scopo evidente di certi provvedimenti è la manipolazione del consenso, non la tutela dei più piccini. Bisogna avere il coraggio di dirlo a voce alta.
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http://www.forcesitaly.org/Portale_News/news_viewer.php?id=1185
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Commenti
Scusa caro LupoAlberto, perchè fumare è da stupidi? o forse è meglio prendere Antidepressivi come mamma OMS prescrive? la cosa che molti non hanno capito è appunto questo...vietare tutto per costringere le persone a consumare medicinali, meglio una sigaretta che una confezione di Champix o Chantix, inoltre bisogna anche capire che la Propaganda antifumo una truffa basata su scienza rottame e studi falsificati o addirittura mai fatti,lo stesso vale per la truffa antialcol e antiobesità, con queste truffe sono entrati nella vita privata delle persone al fine di avere un controllo totale sui cittadini,quest o vale anche per coloro che non fumano ma riempiono le tasche di associazioni a delinquere che si spacciano per benefattori e la salute dei cittadini.
Pen conoscere meglio chi sono e cosa sono i Proibizionisti puoi visitare l'Archivio di -www.forcesitaly.org-
poi ognuno è libero di pensarla come vuole,ma sempre mettendo in evidenza la verità.
saluti
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