DI PASCAL SACRE’

Nell`Ottobre del 2009 sono stati quattro medici iraniani, di cui uno membro del Ministero della Sanità, a trascorrere una settimana nel Mississipi. C'è una certa morale in questa storia di cui nessuno parla sui grandi network della televisione occidentale. Quella di un pediatra di colore che ha subito durante la sua militanza per i diritti civili le violenze da parte della polizia, che ha contribuito alla creazione del più grande centro comunitario di sanità dello Stato, e che ha accolto degli iraniani nel profondo Sud al fine di ispirarsi al loro sistema di accesso alle cure mediche: che lezione per tutti i filosofi, filantropi e politici che abbaiano sull`Iran e che gettano letame su questo paese.
Malgrado la quantità di milioni di dollari iniettate dal governo federale, pochi sono stati i riscontri nella diffusione delle cure mediche basilari. L`Iran conta 17000 case di cura, dei dispensari rurali che impiegano addetti locali alla sanità.
A tutt`oggi oltre il 90% dei 23 milioni di iraniani che risiedono in aree rurali hanno accesso alle prestazioni sanitarie grazie a questo sistema, secondo i responsabili, e in modo gratuito (8). Senza che questo trovasse eco nei media occidentali interessati a parlare dell´Iran solo quando c´è la possibilitá di dirne male, senza grande clamore Stati Uniti ed Iran hanno dato discretamente il loro sostegno all´iniziativa proposta nel delta, dove la maggior parte della popolazione è di colore.
L´Istituto nazionale della sanità ( National Health Institute) americano ha a sua volta dato la propria approvazione, come conferma un testo pubblicato sul sito internet dell´istituto: Il notevole successo dell´idea iraniana di case di cura […] apporta speranza e ispirazione alle autoritá del delta del Mississipi» (9).
Durante la visita in Iran il dottor Aaron Shirley, il pediatra di colore che ha ideato il progetto ha dichiarato, ridendo: «Mi sono sentito piú sicuro in Iran che nel Mississipi degli anni 60».
Gli iraniani che sono andati in America invece hanno avuto uno shock, constatando l´immensa povertà dell´America rurale quando sono arrivati a Baptist Town, un dedalo di vie fangose, terreni abbandonati e baracche incuneate tra due binari e un acquitrinio. Niente scuole, niente cliniche, nessun centro comunitario. Il Dottor Shirley recentemente ha fatto visita al congresso, a Washington, assieme ad un collega, per raccogliere fondi al fine di aprire delle case di cura di tipo iraniano a Baptist Town, alla periferia di Greenwood, e in altre quattordici zone del delta del Mississipi. Il progetto del Mississipi mira a formare del personale medico ausiliario, poi ad inviarlo porta a porta per dispensare cure di base, come misurare la pressione arteriosa, o per delle profilassi di tipo igienico. Per le cure più specialistiche, i pazienti continueranno ad essere indirizzati nelle cliniche e negli ospedali, e in seguito avranno la possibilità di essere seguiti a domicilio, al momento dell`avvio delle case di cura create nelle vicinanze (10), ispirandosi al sistema iraniano.
Il modello iraniano per salvare dalla morte dei bambini statunitensi che i milioni di dollari federali non arrivano a mettere al riparo dalla malattia e dalla miseria, che ironia, no?
Mentre gli Stati Uniti sperperano dei trilioni di dollari nelle loro guerre mondiali, all`estero, per dominare e saccheggiare il pianeta, i media e i grandi network americani sanno parlare solo dell`Iran demoniaco e tirannico.
Non se ne abbia a male Shimon Perez che dichiara che “l`Iran è un pericolo per il mondo” (11), esso è comunque un modello, per gli Stati Uniti in primis.
Durante le sue visite al Congresso il dottor Shirley avrebbe dovuto cercare di farsi ricevere dal presidente, e dirgli due paroline di tutto questo.
Nel delta del Mississipi è probabile che gli statunitensi vedano l`Iran in modo diverso rispetto al resto del mondo occidentale.
Pascal Sacré
Fonte: www.mondialisation.ca
Link: http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=17799
24.02.2010
Traduzione a cura di S. SOROKIN www. comedonchisciotte.org
Note :
(1) Lynne Stewart in prigione: Quando la giustizia deraglia http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=16254
(2) http://www.liberation.fr/monde/010123608-les-935-mensonges-de-l-administration-bush-sur-l-irak
(3) http://www.legrandsoir.info/Crise-systemique-le-chaos.html
(4) La Gran Bretagna, gli USA e Israele creano il SAVAK, http://www.voltairenet.org/article15130.html
(5) Allusione al fatto che Ahmadinejad avrebbe affermato di augurarsi la scomparsa di Israele dalle mappe, mentre l'ONU ha confermato che la traduzione di questa frase di Ahmadinejad è erronea, dato che ha detto: «L'Imam ha detto che questo regime che occupa Gerusalemme deve scomparire dalla pagina del tempo ».
(6) 20 000 ebrei vivono in Iran, ben integrati, senza subirvi oppressioni da parte del regime.
(7) http://www.who.int/whr/2008/media_centre/iran_fr.pdf
(8) Op. Cit.
(9) Iran’s health houses provide model for Mississippi Delta, (in inglese) : http://www.fic.nih.gov/news/publications/global_health_matters/2009/1209_health-house.htm
(10) http://www.courrierinternational.com/article/2010/02/11/le-mississippi-seduit-par-le-modele-iranien
(11) http://www.alterinfo.net/Perez-L-Iran-cherche-a-prendre-le-controle-du-Moyen-Orient_a41922.html
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