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IL METODO DI QUESTO LAVORO.

Ero partito per affrontare il presunto ‘complotto del signoraggio bancario’, dove si afferma che i debiti pubblici delle nazioni sviluppate sarebbero il frutto della truffa delle Banche Centrali che cedono la moneta circolante ai governi in cambio di titoli di Stato, cioè se la farebbero pagare euro su euro (o dollaro su dollaro ecc.) con debito pubblico, anche se a loro costa nulla stamparla o emetterla. Questo all’insaputa dei cittadini che affonderebbero così nel debito perenne. Le Banche Centrali, poi,
occulterebbero i profitti ciclopici che ne traggono, con la complicità delle banche commerciali, le quali partecipano alla trama a piene mani attraverso un loro particolare signoraggio. Vi sarebbe infine una congiura del silenzio intorno a questo tema, tale da rendere pressoché impossibile ottenere opinioni autorevoli da chiunque, eccetto naturalmente alcuni signoraggisti noti, e qualche sparso personaggio del mondo degli affari. Addirittura è stato affermato che alcuni eccellenti furono assassinati mentre
tentavano di ostacolare quella rapina monetaria (Lincoln, Kennedy). Dunque un complotto colossale e in piena regola, apparentemente.


Nell’intento di capirci qualcosa, ero a un bivio: i signoraggisti non mi offrivano garanzie di autorevolezza, essendo un gruppo assortito di avvocati, medici, traders, giuristi, internettiani non meglio qualificati e/o imprecisati affaristi, insomma, tutto meno che economisti e monetaristi. Eccezion fatta per un paio di nomi accreditati, come ad esempio il prof. Willem Buiter, della London School of Economics, che ne avrebbe parlato apertamente, il quale però interrogato da me replicò: “Chiunque veda nel signoraggio bancario un complotto, è un orso decerebrato”. Che fare allora? A chi chiedere di analizzare il presunto ‘complotto del signoraggio’ con la dovuta competenza ma anche libertà di pensiero?

Scartai l’ipotesi di rivolgermi a un accademico italiano, semplicemente perché avrei speso più tempo a capire da quale corrente politica e/o massonica era appoggiato che a intervistarlo. La mente corse allora a Michael Moore, e al suo ultimo Capitalism a Love Story. In quel film, che com’è noto attacca frontalmente proprio le più micidiali e potenti banche del mondo, appare un economista americano di  tutto rispetto, William Black.

Autorevole docente di giurisprudenza ed economia, più volte testimone eccellente al Congresso degli Stati Uniti contro i recenti scandali bancari, persino minacciato di morte per le sue denunce contro i banchieri e gli affaristi, Black era il mio uomo. Lo contatto, gli spiego la mia intenzione, e Black fa due cose: primo, mi fa capire fin da subito che nel complotto del signoraggio vi è ben poco di vero, e tanto di confuso, poi mi suggerisce di rivolgermi a colui che ritiene essere il più grande esperto vivente della materia, un economista dell’Università del Missouri-Kansas City, un uomo sicuramente senza paura, mi dice Black. E’ il Prof. Randall Wray, che coordina un’unità di economisti e monetaristi di diversi Paesi che da 20 anni scavano nel mondo bancario, nelle Banche Centrali, e nella politica monetaria. Nel frattempo avevo però scritto a un altro combattente accademico e nemico giurato dei banchieri, Dean Baker. E’ co-direttore del Center for Economic and Policy Research a Washington, col celebre Mark Weisbrot. Sono due economisti che hanno preso di petto praticamente ogni potere forte sul pianeta, inclusa la Federal Reserve americana (di seguito FED), un pedigree impeccabile. Baker legge il materiale che gli mando sul complotto del signoraggio (incluso Zeitgeist) e risponde lapidario: “Paolo, questa roba è un tocco fuori di testa”. Torno al prof. Randall Wray, e al suo team di esperti internazionali.

Nei primi contatti con l’accademico americano lavoro per stanare le sue eventuali indecisioni, spio le sue parole in risposta alle mie accuse al sistema bancario, misuro il coraggio delle sue affermazioni. Poi voglio una bibliografia dei suoi lavori pubblicati, che mi soddisfa appieno: quest’uomo e il suo team hanno bastonato i banchieri senza pietà, per due decadi almeno, non sembrano facili da intimidire, né da pilotare, e di certo sono molto autorevoli. Mi sento nel posto giusto. Decido di stare con Wray e i
suoi economisti, e ci lavorerò per otto mesi.

Il risultato finale andrà molto oltre le considerazioni sul signoraggio e, come detto all’inizio, sarà una scoperta tanto devastante nei contenuti quanto oltraggiosa per la coscienza, cioè il più grande crimine in Occidente dal secondo dopoguerra a oggi. Che però non mi giunge interamente nuovo, poiché è a tutti gli effetti il complemento dei miei precedenti studi sul Potere e come ci fu imposto. Ma andiamo con ordine.

 

Segue

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