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17
Mar

HANNO RIAPERTO IL CIRCO BARNUM DELLA POLITICA

Di Antonella Randazzo

Non c’è che dire, lo spettacolo potrebbe anche essere divertente, se non fosse tragico.
Andando in giro per le città sono sempre più numerose le immagini della prossima campagna elettorale amministrativa. A marzo diverse regioni sono chiamate alle urne per scegliere il loro governatore regionale. Si è aperto un vero e proprio “circo” di immagini e slogan. Gli esperti di comunicazione si sono sbizzarriti. C’è di tutto, dal solito sorrisetto con slogan “uno di noi” ai manifesti dedicati ai bisognosi. C’è chi gioca alle rime, come Dardi che lancia lo slogan “vota Dardi prima che sia tardi”. Il Pd promette “un’altra Italia” tappezzando strade e riempiendo giornali con questo slogan. C’è addirittura il politico che appare in veste di arte Pop, con tanto di manifesto alla Andy Warhol, dicendo che vorrebbe “colorare il mondo”.

C’è chi offre il solito sorriso con le solite promesse di dare lavoro e uno stipendio sicuro ai giovani. C’è chi mostra una foto di sé composta da piccole altre foto di cittadini, ad intendere che dietro di lui ci sarebbero i cittadini. Ovvero che offrirebbe la sua candidatura a servizio di tutti.

C’è la gara a chi fa slogan più allettanti. Burlando ha tirato in ballo i più deboli, pensionati, bambini e pendolari, mettendo lo slogan: “Ora Mario può essere assistito a casa sua”, ad intendere che se eletto farà qualcosa per gli anziani bisognosi.
I cartelloni di Filippo Penati appaiono per mezza Milano, con l’immagine di una leva del cambio di un’automobile in cui si vede che la marcia più alta porta il suo nome, facendo associare il cambiamento ad un cambio di marcia dell’automobile. In altri manifesti appare la sua immagine con vestito elegante e sorriso. Penati promette “sostegno a famiglie e imprese”. E chi non lo promette?


Alcuni slogan sono ad effetto ma sciocchi. Ad esempio, Biasotti adotta lo slogan “La Liguria merita più lavoro”. La domanda che sorge spontanea è: Perché le altre regioni no?
Ma anche se gli spin doctors hanno cercato di lavorare di fantasia, le tecniche di manipolazione sono sempre le stesse: si vuole far credere che il tal politico è vicino ai cittadini e avrebbe come scopo principale quello di aiutarli. Le parole usate sono quelle che evocano maggiormente questo: “cambiamento”, “nuovo”, “salute”, “lavoro”, “famiglia”, “sicurezza”, ecc.

Le parole e le immagini fanno parte di quella che è definita “politica-spettacolo”. Si parla di politica spettacolo per far emergere come ai nostri giorni, il settore che dovrebbe proteggere gli equilibri pubblici e gli interessi di tutti sia diventato un circo, in cui conta tutto fuorché la preparazione e la competenza. E poi competenza su cosa? E’ evidente che oggi i politici sono a servizio del gruppo di potere, e dunque la loro “competenza” si riassume nell’asservimento al gruppo egemone e nella capacità di ingannare gli elettori. Oggi più che mai risulta evidente che il pluralismo politico non esiste, e le beghe politiche offerte quotidianamente dai telegiornali hanno lo scopo di nascondere questa tragica realtà.

Occorre ricordare che le campagne elettorali costano molto e dunque soltanto i partiti maggiormente finanziati potranno avere più spazio e farsi conoscere di più. Se vi fosse una formazione politica davvero proveniente dalla cittadinanza, potrebbe fare una campagna elettorale modesta, e dunque non potrebbe sperare che il proprio candidato possa essere eletto, anche se dovesse trattarsi di una persona onesta.

Il sistema attuale è così: non vince il migliore ma quello che ha un sostegno finanziario più elevato, e non si può trattare di cittadini comuni, che non saranno mai sostenuti né dai banchieri né da imprenditori di grosse società.

Dopo anni e anni in cui i cittadini italiani hanno potuto constatare il baratro fra quello che i politici dicono e quello che fanno, convincere che effettivamente si sta promettendo quello che si farà non è certo una cosa facile. Gioca molto l’illusione, in una realtà sempre più pesante da reggere. Si tratta dell’illusione che un sistema creato per il vantaggio di pochi possa, per una sorta di miracolo, trasformarsi in qualcos’altro. E’ l’illusione che senza lottare si possano ottenere diritti e senza cambiare se stessi vedere cambiata la realtà.

Ma se si analizzano a fondo gli stessi slogan elettorali si può essere in grado di capire che di una truffa si tratta. Ad esempio una frase usata da Burlando su un manifesto che mostra una bimba è “Ora Clara sa che la sua scuola non verrà chiusa”. Questa frase e altre frasi rassicuranti sono come annunci vuoti, dato che il manifesto politico ha soltanto lo scopo di creare un’associazione positiva fra il candidato e quello che i cittadini vorrebbero.

Promettere lavoro, assistenza, scuole, onestà, ecc. attraverso un manifesto e non fornire all’elettore elementi su come si riuscirà a realizzare l’obiettivo significa offrire propaganda. Infatti, una volta eletto, il candidato non farà altro che giustificare l’impossibilità di realizzare le promesse attraverso la scarsità di risorse oppure i limiti imposti dal governo nazionale o dal potere sovranazionale (Ue). Oppure cercherà di far credere di aver fatto cose che non ha fatto, sfidando la capacità delle persone di verificare i fatti.

In altre parole, come molti hanno già ben compreso, rendere la campagna elettorale un circo pieno di immagini e di slogan significa anche voler negare l’esistenza di un vero ambito politico, che ponga contenuti e non immagini, spiegazioni razionali su come saranno risolti i problemi e non slogan.

Molti candidati stanno promettendo lavoro, ma come realizzeranno questo obiettivo in un contesto in cui la disoccupazione aumenta a dismisura? Per realizzare questa promessa dovrebbero espropriare le grandi società e organizzare diversamente la gestione, impedendo le delocalizzazioni o di gonfiare i profitti a spese dei lavoratori. Oppure dovrebbero cambiare il sistema finanziario, permettendo a molti di avere finanziamenti per realizzare i loro progetti di aziende piccole o medie. Ma per far questo occorre ridurre il potere dei banchieri e dei grandi imprenditori. Tenendo conto che questi politici per le loro campagne elettorali hanno ricevuto il sostegno finanziario proprio da queste persone, sarebbe davvero molto ingenuo credere che lo faranno.

E che dire del promesso aiuto ai più deboli? Per aiutare occorre denaro, ma attualmente la maggior parte del denaro che paghiamo in tasse va al debito pubblico o in spese di guerra o di mantenimento del sistema. Dove li troverebbero i soldi per aiutare le persone che andrebbero aiutate? Per migliorare le pensioni, per creare scuole, per migliorare la sanità? Credete che abbiano intenzione di dire ai banchieri che usurpano denaro pubblico attraverso la truffa del debito pubblico che non intendono più pagare o che devono mettere al primo posto le esigenze dei cittadini? O piuttosto, anche in questo caso, promettono e non mantengono?

Certo, un candidato autonomo e indipendente dai partiti potrebbe avere l’intenzione reale di fare qualcosa, come ad esempio nel Lazio c’è la Rete dei cittadini,  che candida Marzia Marzoli, ma come già detto queste persone non hanno i mezzi per competere con i grossi partiti, che possono contare su una pubblicizzazione (anche televisiva e su giornali) che loro non potranno avere. Più un candidato è onesto e distante dai partiti e meno risorse avrà per farsi conoscere. Al contrario, i candidati dei partiti di regime avranno il sostegno per fare tutta la propaganda che vorranno. 

Qualcuno ha parlato di “campagna elettorale infinita”, ad intendere che oggi i politici devono sempre fare propaganda della peggiore specie: devono far credere che stanno agendo per i cittadini e talvolta devono far credere cose ben diverse da ciò che hanno fatto. Berlusconi è un maestro in questo: quello che dice di fare è l’opposto di quello che fa.
La verità è che i candidati sono scelti da chi controlla i partiti sulla base dell’accondiscendenza verso lo status quo, e dunque in campagna elettorale devono generare molta fiducia per essere eletti, ma poi il loro comportamento non dipenderà da quello che hanno detto per farsi eleggere.

Fra la fantasia e la propaganda di questo miserrimo circo una cosa è certa: finché la politica sarà un circo la democrazia sarà un sogno.

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Articolo tratto dal giornale “Nuova Energia”.

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Commenti  

 
0 #3 laSacerdotessa 2010-03-18 21:54
Citazione corrado:
..e qualsiasi CAFONE vuol far la parte del Leone, 8)


infatti è un ACERRIMO circo pieno di CAFONI. Il popolo ITALIANO guarda il circo e prende esempio.

http://www.youtube.com/watch?v=harkMa_WUQU
Citazione
 
 
+1 #2 corrado 2010-03-18 18:56
..e qualsiasi CAFONE vuol far la parte del Leone,
Citazione
 
 
+1 #1 laSacerdotessa 2010-03-17 21:01
La politica italiana è sempre stata un CIRCO.
Citazione
 

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