DISINTEGRAZIONE DEL NUCLEO? UNA BAZZECOLA!
Dr. Elio F. Gagliano Medico Chirurgo
Nella vita di ogni giorno non ci si rende conto come e quanto i nostri pensieri e le nostre azioni siano condizionati dai media: basti pensare che nello scegliere un prodotto fornito da varie case produttrici, siamo attratti dalle marche 'rinomate'.
Perché?
Magari non conosciamo nessuno che l'abbia sperimentato. Forse ne abbiamo letto o sentito parlare, ma non sappiamo quando o dove. Eppure quel determinato marchio ci è familiare.
L'amara verità è che siamo stati inconsapevolmente indottrinati da messaggi che, trasmessi al di sotto della soglia di consapevolezza, sono diventati parte di noi stessi, del nostro modo di pensare, di comunicare, di agire. Non voglio entrare in una dissertazione filosofica (in primis, perché non ne sarei capace, e poi per non annoiare), e mi limito a dire che il nostro modo di reagire ad uno stimolo, di rispondere ad una domanda fatta a bruciapelo, è spesso istintivo, e cioè dettato dalle sollecitazioni che inconsciamente subiamo dalla pubblicità, palese o nascosta, o fornita sotto forma di informazione, nelle innumerevoli fonti di comunicazione (radio, televisione, poster, quotidiani, riviste, pubblicazioni scientifiche o para-scientifiche, etc.). In altre parole siamo continuamente sottoposti ad un lavaggio cerebrale da parte di poteri forti che non sempre possiamo individuare ma di cui certamente fanno parte la politica, la religione e (deus ex machina) il denaro. Non si salva nessuno: ricchi e poveri, dotti e illetterati, bambini e vecchi.
Motivo di questa mia introduzione è un'intervista del 13/3/11, fatta da Eleonora Barbieri, cronista de il Giornale, a Tullio Regge, noto fisico e matematico, in occasione del terremoto che ha ultimamente colpito il Giappone e che ha causato alcuni scoppi in un impianto nucleare a Fukushima.
Il titolo dell'intervista (di cui riporto solo un paio di frasi) è.
"L'incidente all'impianto nucleare? E' meno pericoloso di una sigaretta"
Nel contesto dell'articolo, la cronista chiede se le persone coinvolte nell'esplosione nella centrale nucleare corrono dei rischi.
Tullio Regge risponde: <Si, li corrono. Devono essere esaminati con cura. Però anche su questo, ecco, servirebbe un'uguaglianza di criteri>.
In che senso? chiede la cronista.
Il fisico: <Ricordiamoci sempre che uccide di più il fumo di sigaretta che un incidente del genere>.
Nel leggere una tale dichiarazione mi son cadute le braccia ed ho riletto l'intera intervista per trovare uno spiraglio indicativo di un refuso. Niente!
Al che, preso penna e calamaio, mi sono sfogato scrivendo al Direttore de il Giornale, il quale, nell'edizione del 15/3/11, ha pubblicato il mio commento, che così legge:
<Senza dubbio Tullio Regge è un grande fisico e matematico, ma quando dice che l’incidente all’impianto nucleare è meno pericoloso del fumo di sigaretta, mostra come anche un genio come lui possa essere vittima della propaganda e della demagogia. Usando le sue stesse parole quando si erse a difesa degli Ogm, direi che la lotta contro il tabacco non ha più basi razionali, è diventata di fatto una guerra di religione in cui i fatti contano nulla di fronte alle menzogne>.
Vi lascio alle vostre considerazioni.
Sicuramente Andrea Camilleri, noto scrittore (e fumatore), farebbe esclamare al commissario Montalbano:
"MINCHIATE!"
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http://www.forcesitaly.org/Portale_News/news_viewer.php?id=1176
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Commenti
Leggete cosa dice in riguardo:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/01_Gennaio/21/nucleare_si.shtml
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