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DAL FASCIO ALLO SFASCIO - Conoscere l’Italia per sapere cosa sta accadendo

di Antonella Randazzo
http://antonellarandazzo.blogspot.com/

Le parole ricorrenti sui giornali stranieri che puntano l’attenzione sull’Italia non sono affatto lusinghiere: c’è chi scrive “Berlusconi buffone”, chi parla di un pericolo “bancarotta dello Stato” , e chi invoca il “salvataggio”.

Cosa sta accadendo in Italia?
Perché ci troviamo così bersagliati?
Perché gli italiani sono sempre più poveri?
Perché l'Italia dovrebbe svendersi ai cinesi?

Questo libro nasce per capire meglio la situazione in cui ci troviamo, e soprattutto per far emergere i modi possibili per uscire dalla situazione attuale. Per affrontare una situazione bisogna prima capirla bene. Per dirla col giornalista e scrittore Domenico Bartoli: “Faccia piacere o no… nella Storia bisogna restare… Così facendo più facilmente capiremo perché dal regime soffocante del fascio siamo alla confusione… dello sfascio”. Il libro considera la migliore produzione editoriale sulla Storia d’Italia, mirando a dare una panoramica chiara e semplice di quello che gli italiani hanno vissuto dall’avvento del fascismo fino all’epoca attuale, dal punto diista sociale, politico, economico e finanziario. L’obiettivo è quello di andare oltre la propaganda, trovando gli elementi che determinano i fatti dei nostri giorni e i potenziali per uscirne.

ALCUNE DOMANDE A CUI IL LIBRO RISPONDE:


- Come fu imposta l’ideologia fascista?
- Che tipo di società si ebbe in seno al fascismo?.
- Quali fatti importanti della Seconda guerra mondiale non sono stati detti?
- Cosa possono imparare gli italiani di oggi dalla conoscenza del periodo del fascismo?
- Chi erano realmente gli antifascisti?
- Quali furono le caratteristiche del dopoguerra dal punto di vista politico, economico e finanziario?
- Quali furono i fatti significativi della Resistenza?
- Quali sono i rapporti dell’Italia con l’Europa e il resto del mondo?
- Cos’è la Globalizzazione?
- Cos’è il neoliberismo?
- Quali sono i prodotti finanziari più diffusi e come incidono sull’economia?
- Quali sono gli avvenimenti più importanti degli anni Ottanta e Novanta?
- Quali sono le caratteristiche più importanti dell’Italia del nuovo millennio?
- Che effetti sta producendo la crisi del 2011 nel nostro Paese?
- Quali sono i potenziali degli italiani?
- Chi incassa il debito pubblico?
- Come agiscono e quali sono i Movimenti, i Partiti e le Associazioni che si sono formati in Italia negli ultimi anni?
- Che progetti di cambiamento politico, economico e finanziario esistono?

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INDICE
INTRODUZIONE.......................................................................... 7
CAPITOLO I - COME FU IMPOSTO IL FASCISMO .......……13
Par. I. 1 - Gli italiani e il fascismo
Par. I. 2 - Il culto della personalità
Par. I. 3 - Antifascismo vero e falso
Par. I. 4 - La Seconda guerra mondiale
Par. I. 5 - Resistenza e occupazione
CAPITOLO II – IL DOPOGUERRA....................................... …99
Par. II. 1 - Il limite allo sviluppo
Par. II. 2 - Enrico Mattei
CAPITOLO III – GLI ANNI DELLA CONTESTAZIONE..…..133
Par. III. 1 – Pace e guerra
Par. III. 2 – Sessantotto e oltre
CAPITOLO IV – LA GLOBALIZZAZIONE E
L’ECONOMIA ITALIANA............................................... ..…..179
Par. IV. 1 – La guerra di Oriana
Par. IV. 2 – Il berlusconismo
Par. IV. 3 – Economia e Finanza
Par. IV. 4 – Cause dei problemi italiani
Par. IV. 5 – Cos’è il Debito Pubblico
Par. IV. 6 – Gli italiani e la situazione economica
CAPITOLO V– L’ITALIA DEL NUOVO MILLENNIO. ..…..273
Par. V. 1 – Italiani in divenire
Par. V. 2 – Il Gruppo sociale
Par. V. 3 – Chi può cambiare l’Italia?
Par. V. 4 – Il nuovo Risorgimento italiano
5
BIBLIOGRAFIA........................................................................ 355

INTRODUZIONE

Molti giornali esteri ci descrivono come un Paese in grave declino, con problemi gravissimi. Scrive Charlotte Jacquemart sul giornale svizzero
"Neue Zürcher Zeitung": “L’Italia soffre la penale Berlusconi”. Il giornale spagnolo "El País" scrive: “Berlusconi si è trasformato in un populista senza popolo e non c’è nulla di più patetico né di più dannoso”. Aggiunge il giornale brasiliano "Monitor Mercantil": “L’unificazione italiana, vecchia di più di un secolo e mezzo, è un esempio caratteristico di come l’unificazione monetaria ed economica, insieme all’unificazione politica di una regione specifica, invece di sfociare nell’eliminazione delle disuguaglianze nei territori lontani dal centro, possano aumentarle e portarle a un punto di massima esasperazione… In Italia non è solo Berlusconi ad essere in crisi, ma la stessa Seconda Repubblica nata dalle ceneri della Prima, all’inizio degli anni ‘90, e dopo la decadenza della Democrazia Cristiana.” Si legge sul giornale svizzero "Basler Zeitung": “Il miracolo Berlusconi è finito. Le possibilità che possa sopravvivere alle prossime elezioni politiche sono davvero scarse… Molti italiani sicuramente ne hanno abbastanza degli scandali… L’Italia certo in confronto è uscita bene dalla crisi, e gli italiani
sono degli attenti risparmiatori, ma notano che ora non si va avanti”. La pubblicazione brasiliana "Diário Comércio, Indústria & Serviços" si avventa contro il nostro Paese parlando di “Farsa italiana”. E addirittura, l’economista della New York university, Nouriel Rondini scrive: “In
Giappone si rischia di avere presto il sesto premier in soli 5 anni in termini di instabilità politica, peggio dell’Italia degli anni 1960-70! Con l’aggravante che lì c’è un buffone come Silvio Berlusconi.”

Ma qual è la vera situazione del nostro Paese, e come hanno influito i fatti accaduti quest’anno?

Questo libro nasce per capire la situazione dell’Italia nelle sue caratteristiche che la accomunano ad altri Paesi europei e negli aspetti
particolari italiani. Partiamo da un periodo assai importante della nostra Storia, che anche oggi può farci capire molto dell’Italia. Per dirla col giornalista e scrittore Domenico Bartoli: “Faccia piacere o no… nella Storia bisogna restare… Così facendo più facilmente capiremo perché dal regime soffocante del fascio siamo alla confusione… dello sfascio” (1).

I muri maestri della Finanziaria non possono essere toccati. Affrontiamo una situazione che non si era verificata negli ultimi 25 anni. Il risultato è notevole e la maggioranza può rivendicarne la piena paternità... So che vengono mosse delle critiche a questa Finanziaria. Dicono che bastavano 15 miliardi, ma sarebbero stati solo per il risanamento. Che è fatta solo di tasse, e invece i tagli ci sono. Che mancano le riforme, ma è difficile farle con la finanziaria. La strada delle riforme va programmata e non sarà indolore. Dicono anche che la Finanziaria punisce l'impresa ma questa ne è invece l'unica beneficiaria. Che non ha una missione, ma spetta a noi indicarla sapendo che il problema non è evitare l'uscita dall'Ue ma di spiegare che qui lavoriamo per un paese con orizzonte più alto. (2)

Chi ha detto queste parole? Berlusconi da recente? No, Tommaso Padoa-Schioppa nel 2006, quando era ministro dell'Economia del secondo Governo Prodi. Bisogna capire perché da anni le nostre autorità ci ripetono sempre le stesse cose, come una litania. Ci viene chiesto un sacrificio con la promessa di un miglioramento, ma passano gli anni e siamo sempre al punto di prima, anzi le cose peggiorano. Siamo arrivati a ben due manovre nell’arco di soli due mesi, una di oltre 54 miliardi, dopo i circa 47 miliardi della manovra di luglio.

Chi incassa tutti questi miliardi?
Perché da tempo ormai le nostre autorità non parlano di sviluppo economico e di occupazione?
Perché molte aziende falliscono o si trovano in serie difficoltà e il governo non fa nulla?
Perché cresce il precariato e la disoccupazione ma il governo non da a questi problemi il peso che dovrebbero avere?

Negli ultimi tempi i mass media hanno seminato ansia e insicurezza gridando alla “crisi”.

Ma qual è la causa di questa “crisi” e di tanto allarmismo?

Questo libro racconta la Storia d’Italia come mai è stata raccontata, per poter mettere in chiaro le caratteristiche peculiari del nostro Paese, la situazione degli ultimi anni, e i potenziali per uscire dal pantano in cui oggi l’Italia si trova. Quest’anno le nostre autorità hanno organizzato la festa del 150° anniversario dell’Unità.

Che significato hanno avuto questi festeggiamenti?

Bartoli, si stupì nel vedere un’insegna che diceva “Gelati all’italiana”. Egli notò che il termine “all’italiana” da tempo è utilizzato in modo ironico e dispregiativo, come si può capire da un titolo dato ad un film divertente del 1961, "Divorzio all’italiana". Fare “all’italiana” è stato inteso come fare in modo approssimativo, confuso, disordinato, furbesco e poco onesto. Mentre molti francesi e inglesi non difettano in sciovinismo, e lo slogan più diffuso tra gli americani è “ti meriti l’America!”, diversi autori, riguardo agli italiani, parlano di “patriottismo capovolto”. Gli italiani sarebbero più orientati a trovare i difetti della propria nazione piuttosto che i pregi. A testimonianza di questo ci sono gli usi del linguaggio comune, come osserva Bartoli: “Espressioni come ‘genio italico’, ‘patria del diritto’, ‘primato italiano’, eccetera, hanno rovesciato esattamente il loro significato: prima esaltavano, ora deridono il sentimento nazionale. Non che manchino i motivi, i fatti, gli episodi, i personaggi per arricchire e popolare la tragica e grottesca epopea. Il nuovo pantheon che i patrioti capovolti hanno edificato per il loro culto è pieno di figure e di motti, e celebra date memorabili e imprese leggendarie. Anzi, è così denso di avvenimenti e di eroi che i suoi
temi possono passare dalla descrizione entusiastica delle vergogne militari a quella della corruzione civile, alternando sapientemente il racconto della viltà degli italiani (vera o immaginaria) alla dimostrazione della loro incapacità di governarsi e a lasciarsi governare. Gesta Dei per italos. Questo modo di ragionare è diffuso, dove più dove meno, in ogni ceto, partito o gruppo perché ognuno trova qualche motivo di protesta e di risentimento contro la comunità nazionale… Da tutte le parti dello schieramento politico, così, le critiche più aspre, le denunce più insultanti, convergono nell’attacco contro l’astrazione chiamata Italia. ‘Questo Paese!’, ‘Che Paese!’ esclamano i critici, i denunciatori come se non fosse il loro Paese. De Grulle parlava della sua patria come di una persona viva e sacra: Notre dame la France. Per molti di noi, invece, l’Italia è diventata un diavolo, sia pure bonario il più delle volte. Le accuse muovono da punti di vista diversi, e diversi sono i fatti contestati, ma la violenza delle espressioni è pressappoco la stessa. L’unanimità si fa nella condanna senza scampo dell’Italia, cioè di noi stessi. La strana concordia nazionale sorge da stati d’animo e interessi contrastanti, ed è in realtà lo specchio delle nostre insanabili divisioni. Da essa non viene una manifestazione di solidarietà sia pure perversa: ne deriva un’altra serie di motivi di profonda lacerazione,
attenuati soltanto dallo scetticismo alla fine trionfante in tutti e su tutto… Sostengo… che il tono del pessimismo trionfante è spesso eccessivo e odioso, e che, se si vuole salvare l’Italia, bisogna, prima o poi, rovesciare
questa tendenza distruttiva.”(3)

Se questa considerazione è vera, occorre capire da cosa deriva e come influisce sui fatti del nostro Paese la tendenza italiana al pessimismo e ad avere uno scarso orgoglio italiano. Di certo ci sono parecchi giornalisti e pseudo-intellettuali che hanno sfruttato questa tendenza italiana per attirare l’attenzione e convincere. Nel panorama dei giornalisti e scrittori non è difficile trovare chi particolarizza la situazione italiana, la riduce alle beghe politiche e ad un gruppo di corrotti e mafiosi, di cui denuncia le malefatte, convinti che altri paesi, persino l’Albania, siano migliori del nostro. Non meno rari sono quelli (politici, giornalisti o scrittori) che vorrebbero risolvere i problemi italiani con le loro frasi dette senza approfondire la complessa situazione: “bisogna che ci sia un ricambio della classe politica”, “il cittadino deve essere attivo”, o “la classe politica è debole”, “siamo colpiti perché non c’è dialogo politico”, oppure "Serve un governo tecnico", ecc.

In questo libro si parla anche di come i problemi italiani vengono intesi dalle autorità, e di quello che i mass media non dicono, lasciando
incomprensibili alcuni fatti importanti.

La domanda principale è: Perché uno dei paesi più belli del mondo, con un patrimonio storico, artistico, e paesaggistico che non ha eguali, è sempre più sceso in graduatoria persino nel settore del turismo?
E che dire del settore della moda, in cui l’Italia ha sempre primeggiato?
Perché l’imprenditoria italiana si trova così in difficoltà?
Cosa sta accadendo all’Italia?
Serve ancora chiedere, come fanno alcuni, un “ricambio della classe politica” o un “governo forte”?

Se approfondiamo, notiamo che c’è un settore che non soltanto non ha crisi, ma ha avuto un incremento enorme: da circa 14 miliardi del 2001 è
salito a oltre 60 miliardi del 2010.(4) Si tratta del mercato italiano del gioco d’azzardo. Negli ultimi anni i giochi numerici (SuperEnalotto e
WinForLife) hanno incrementato le entrate miliardarie, come tanti altri giochi.

Cosa sta succedendo per indurre milioni di italiani a credere che soltanto la strada della “fortuna” possa dare loro il benessere economico?
Cosa si sta vivendo oggi in Italia?
Quando la nostra attenzione va al passato, e vediamo le folle che osannavano Mussolini ci chiediamo: com’è stato possibile?
Com’era possibile acclamare persino un annuncio di guerra?
Com’era possibile non accorgersi di quello che stava realmente accadendo?
Come potevano gli italiani dell’epoca essere così ignari e obbedienti al regime?

Il libro spiega come fu possibile tutto questo, provando che è più facile capire il passato che il presente, dovendo, nel caso in cui gli eventi
riguardano le nostre vite, avere a che fare con la nostra situazione emotiva ed esistenziale. Ogni popolo si trova in un contesto sociale, culturale, mediatico e politico, e dall’esterno riceve determinate informazioni e stimoli. E’ questo contesto ad avere potere nel determinare la comprensione degli eventi che accadono, inducendo a far propri determinati significati avallati dal mainstream e dalle autorità, o ad andare oltre.

Più un sistema è corrotto, più le autorità che giustificano e avallano quel sistema avranno bisogno di produrre significati divergenti dalla verità, producendo una serie di menzogne che hanno lo scopo di proteggere quel sistema.

Le domande che emergono sono: Quanti cittadini ad oggi sono spinti ad accettare ciò che non dovrebbero accettare? Quanti hanno il coraggio di
ragionare in modo autonomo rispetto alle fonti ufficiali? Quanti sono disposti ad applaudire quel politico che appare autorevole, senza approfondire a chi realmente è asservito?

Il libro considera la specificità della situazione italiana, analizzando fatti storici e sociali, che permettono di chiarire eventi e scelte che determinano la situazione italiana dei nostri giorni. I fautori del Risorgimento dicevano che bisognava “fare gli italiani”, dopo si è parlato di “fare l’Europa”, ad intendere quell’unità economica e finanziaria che oggi più che mai appare fragile, quando non pericolosa e inquietante. Il libro analizza anche tutti i passaggi importanti che hanno condotto ad aderire all’Unione Europea, e le conseguenze che si ebbero. Mettendo a
fuoco i fatti finanziari, economici, e politici più importanti vissuti dagli italiani negli ultimi decenni, è possibile capire appieno il significato della “crisi” degli ultimi anni, e soprattutto cosa sta accadendo nella società civile, e cosa potrà accadere in un futuro assai prossimo.

NOTE
1) Bartoli Domenico, "Gli anni della tempesta. Alle radici del malessere italiano", Editoriale Nuova, Milano 1981, p. 41.
2) http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/10/29/offensiva-di-fassino-rutelli-piu-riforme.html
3) Bartoli Domenico, "Gli anni della tempesta. Alle radici del malessere italiano", op. cit., pp. 90-91.
4) Fonte: Quotidiano.net

di Antonella Randazzo
http://antonellarandazzo.blogspot.com

 

 

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