di Gianni Petrosillo
Beppe Grillo vorrebbe affidarsi a Montezemolo, il fatto Quotidiano di Travaglio a Draghi. Anni di sfanculamenti di piazza e di cronaca giudiziaria, spacciata per alta politica, solo per arrivare a queste misere conclusioni da straccivendoli. Bell’accoppiata di imbecilli, il comico che fa piangere le ascelle e il pennivendolo che fa pisciare sotto dalle risate.
Per parte nostra riteniamo, dato l’andazzo generale, che anche Paperino sarebbe un ottimo Presidente del Consiglio in questa repubblica disneyana e cialtrona. Davvero la confusione comincia ad annebbiare le sinapsi. Giullari che si dilettano di politica, politici impegnati in numeri da circo, magistrati che scambiano barzellette per sentenze e giornalisti ridotti a guardoni con la bava alla bocca.
Ed ora ci mancavano pure i tecnici, questi idioti con alto quoziente intellettivo, che s’improvvisano statisti per il bene collettivo. A sinistra lo slogan si rinnova: contrordine compagni riformisti che la tecnocrazia è meglio della democrazia. Tutto va bene per disarcionare Berlusconi e consegnare l’Italia al salottificio dei poteri forti della Grande Finanza e Industria Decotta. Gracchiano rumorosamente le rane progressiste che, come nella favola di Esopo, chiedono un vero re a Giove per di liberarsi del Caimano. Il viscido rettile dunque dovrà lasciare lo stagno ma arriverà presto al suo posto un bel serpente con la lingua bifida e i denti aguzzi. Tutti gli abitanti della palude finiranno divorati dal mostro acquatico. Perché le larghe intese, i governi di responsabilità nazionale, gli esecutivi di transizione sono solo l’ultimo orizzonte delle canaglie, la dimensione infima di quel nugolo di saprofiti, di destra-centro-sinistra, che senza il consenso del popolo vuol decidere cosa è meglio per tutti.
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http://www.beppegrillo.it/2010/08/rirepetita_iuva.html
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