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COSA SONO LE TASSE? CHI LO SA ALZI LA MANO.

Sintesi.

Le tasse di uno Stato a moneta sovrana non servono a dare denaro allo Stato da spendere per il bene pubblico, e così è sempre stato in Italia prima del 2002. Nei 16 Paesi dell’eurozona invece, purtroppo le tasse servono oggi a dar denaro allo Stato per spendere, per il solito motivo che quei Paesi non possono più spendere inventandosi la propria moneta. E’ impossibile che le tasse con moneta sovrana possano pagare alcunché, visto che sono soldi che il governo ha immesso nella collettività e che poi si riprende indietro in percentuale minore.

Cioè, se un negoziante investe 100 e incassa 30, come fa ad avere alcunché da spendere?

Inoltre, poiché il governo a moneta sovrana s’inventa il denaro da spendere, che senso ha che si complichi la vita per riprenderselo indietro e rispenderlo? Fa prima a inventarsene dell’altro.

Immaginate la spesa dello Stato come un contatore elettronico: quando lo Stato spende, i
numerini corrono aumentando, quando lo Stato ci tassa gli stessi numerini scendono, e le cifre spariscono nel nulla. La tassazione distrugge il denaro, tutto qui.

Ma allora, perché gli Stati a moneta sovrana tassano?


Tassano per:
1) tenere a freno il potere economico dei ricchi (non quello della gente comune).
2) limitare l’inflazione.
3) scoraggiare o incoraggiare taluni comportamenti.
4) imporre ai cittadini l’uso della sua moneta sovrana. Infatti, se non esistesse l’obbligo per tutti i cittadini di pagare le tasse con la moneta sovrana di Stato, lo Stato sostanzialmente cesserebbe di esistere.

Chiedete a chiunque la seguente cosa: “A cosa servono le tasse?”. La risposta sarà invariabilmente “A dare denaro allo Stato per il suo funzionamento”. Non è forse vero che è dalle tasse che lo Stato ricava la spesa per la sanità, scuole, infrastrutture o pensioni? L’allungamento dell’età pensionabile non è  forse giustificato dalla necessità di raccogliere maggior fondi per la previdenza sociale?

La risposta è no, un secco e chiaro no se lo Stato è a moneta sovrana, come gli USA, la Svezia o il Giappone e l’Italia prima del 2002. Un secco sì per i 16 Paesi dell’eurozona, purtroppo, ma solo da poco. Milioni di adulti italiani non hanno mai saputo che le loro tasse non sono mai servite allo Stato per spendere. E così non lo sanno centinaia di milioni di altri occidentali e non. E’ impossibile che le tasse possano pagare alcunché, visto che sono soldi che il governo a moneta sovrana ha immesso nella collettività e che poi si riprende indietro in percentuale minore. Non dimenticate mai che le tasse vanno
obbligatoriamente pagate nella moneta dello Stato, che solo lo Stato ha creato, per cui si tratta proprio di soldi da lui elargiti e che poi gli tornano indietro in parte. Non può in alcun modo poi rispenderli, la matematica non glielo permette. Cioè, se un negoziante investe 100 e incassa 30, come fa ad avere alcunché da spendere? Inoltre, poiché il governo a moneta sovrana s’inventa il denaro da spendere, che senso ha che si complichi la vita per riprenderselo indietro e rispenderlo? Fa prima a inventarsene
dell’altro. Ciò che in realtà accade è questo: lo Stato a moneta sovrana inventa denaro spendendo, che poi si riprende (in parte) con le tasse distruggendolo, perché si tratta proprio dei soliti impulsi elettronici che viaggiano avanti o indietro. Immaginate la spesa dello Stato come un contatore elettronico: quando lo Stato spende, i numerini corrono aumentando, es. da 234.000 a 234.400 (i c/c di cittadini si gonfiano); quando lo Stato ci tassa gli stessi numerini scendono ad es. da 234.400 a 234.100 (i c/c dei cittadini si sgonfiano). Semplicemente 300 cifre elettroniche sono sparite nel nulla, non
possono essere spese. Anche nel caso remoto in cui un cittadino pagasse le sue tasse in contanti, accade la stessa cosa: i contanti finiscono alla BC che li distrugge. Ecco cosa sono le tasse veramente, denaro che sparisce, null’altro, e certamente non un mezzo per racimolare soldi per la spesa dello Stato a moneta sovrana.

Ma allora, perché diavolo uno Stato come gli USA o la GB tassano?

Perché Roma tassava prima del 2002?

Le ragioni erano e rimangono quattro, di cui una merita un approfondimento, ma vediamole.

Lo Stato a moneta sovrana tassa per:

1) tenere a freno il potere economico dei ricchi (non quello della gente comune). Infatti uno dei pochi mezzi che lo Stato ha per impedire alle oligarchie private di divenire immensamente ricche e quindi di spodestare lo Stato stesso è di tassarle. Lo fa troppo poco? Dipende dalle opinioni, ma questo è.

2) limitare l’inflazione. Si è detto che: inflazione = troppo denaro in giro e troppi pochi prodotti. Se ciò accade, lo Stato tassa, si riprende i suoi soldi elargiti spendendo, e drena cosìl’allagamento di denaro per contenere l’inflazione.

3) scoraggiare o incoraggiare taluni comportamenti. Si tassa l’alcool, il fumo, o l’inquinamento, e si detassano le beneficienze o le ristrutturazioni, ecc.

4) imporre ai cittadini l’uso della sua moneta sovrana. E’ l’unico modo.

Quest’ultimo va spiegato (in parte già trattato in preced., nda), poiché veramente centrale nella comprensione della moneta moderna. Per fare ciò, sfodero una vecchia storiella tanto cara anche ai signoraggisti, quella del Re che emette moneta:

Il Re stampa la sua moneta (carta, metallo o altro). Con essa si compra ciò che gli pare, e c’è chi dice che questo è ingiusto, poiché il monarca guadagna dalla sua moneta senza dare nulla in cambio. Se questo Re ha un esercito che terrorizza i cittadini ridotti a schiavi, allora l’accusa regge, e il tiranno imporrà la sua valuta a tutti senza nulla concedere in contropartita, lui se la gode  gratis, tutti gli altri devono sgobbare per averla. Ma se il Re governa una democrazia dove schiavizzare con le  armi non è più possibile, come fa a imporre la sua moneta a tutti? Semplice, lo fa con le leggi, ed esse sanciscono che quella moneta è la valuta nazionale. Ok, ma anche questo stratagemma non è sufficiente a garantire che tutti in quel Paese usino sempre la moneta del Re; infatti chiunque potrebbe inventarsi altre monete locali e sopravvivere senza quasi mai usare quella del monarca. Ma allora perché nei fatti tutti la usano?

Perché il Re, sempre attraverso le leggi, impone a tutti i cittadini le tasse da pagare, ed esse vanno obbligatoriamente pagate con la moneta emessa dal Re. Il gioco è fatto, e in effetti se così non fosse, se cioè lo Stato non avesse il potere di tassare con la sua valuta, lo Stato stesso cesserebbe praticamente di esistere. Siccome tutti abbiamo questo obbligo di legge, conviene a tutti lavorare per  guadagnare e usare la valuta del Re e non quella di altri feudi locali. E cosa ci dà il Re in cambio? Ci dà il diritto di
sbarazzarci dei nostri obblighi finanziari verso di lui con la stessa carta straccia o metallo povero che ha emesso per primo. Dunque le tasse servono a imporre alla cittadinanza nazionale una valuta unica.

Sostituite Re con governo/Stato, e capite tutto. Non esiste altro motivo per cui i cittadini debbano accettare la moneta di Stato, se non le tasse.

Ricapitolando, le tasse dello Stato a moneta sovrana non servono mai a permettere allo Stato di spendere. Ma come al solito, e di nuovo, la musica cambia del tutto per i governi che non hanno moneta sovrana… e qui torniamo ai soliti poveri 16 dell’eurozona. Si è già visto che i sedici non possono spendere emettendo moneta a deficit senza limiti, proprio perché non posseggono alcuna moneta (l’euro non è di nessuno letteralmente). Non possono cioè pigiare tasti al Tesoro o alla BC ed emettere denaro. Per spendere, devono prenderlo in prestito dai privati (si legga il capitolo COME SPENDE UN GOVERNO A MONETA NON SOVRANA: LA UE OGGI), oppure devono tassarci. Decade perciò nella Zona Euro il principio per cui non ha senso che uno Stato tassi per riprendersi indietro lo stesso suo
denaro da spendere e che può molto più facilmente inventarsi. Oltre tutto, poiché il debito/deficit dei 16 Paesi dell’euro ora è veramente un debito (si legga il capitolo UN DEBITO CHE E’ UN PROBLEMA: ECCOME), e va ripagato sempre, diventa ancor più impellente per questi Stati trovare il denaro per farlo, e il prelievo fiscale serve anche a questo, purtroppo. In sintesi: il governo a moneta sovrana non tassa per poter spendere, perché spende inventandosi il suo denaro; chi invece non ha moneta sovrana non può spendere inventandosi il denaro e deve trovarlo con le tasse o indebitandosi, ma più si indebita più deve tassare per pagare i debiti.

 

Segue

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Commenti  

 
0 #1 Obbie 2011-09-08 08:09
Questo brano (preso da 'Il più grande crimine' di Paolo Barnard) è molto convincente, ci sono tante cose di quel libro sacrosante, però questo aspetto, dopo mesi di riflessioni, non mi convince più.
Avrei diverse obiezioni tecniche da fare, ma è tutto molto opinabile e rischiamo di incartarci parlando di cose che conosciamo molto parzialmente (io non sono un economista e, suppongo, neanche tu). Mi limito solo a fare un ragionamento. Se allo Stato (sovrano) basta stampare moneta, per assurdo potrebbe produrne per tutti a sufficienza, non sarebbe necessario che nessuno lavorasse, dunque di cosa vivrebbero tutti gli abitanti di quello Stato? Il denaro non si mangia, sarebbero ricchissimi di denaro, ma non avrebbero oggetti, né cibo. Certo potrebbero acquistare all'estero, se in altri Stati quella moneta fosse appetibile la cosa funzionerebbe, ma starebbero vivendo sulle spalle di altri e la cosa potrebbe funzionare fino ad un certo punto, gli abitanti degli altri stati potrebbero non accettare più la loro moneta, o iniziare a fare lo stesso. Non ti pare un po' quello che è accaduto realmente? Non abbiamo un po' vissuto (noi stati cosiddetti occidentali), sulle spalle del resto del mondo propinandogli le nostre monete? Soprattutto il dollaro.
Al di là dell'ingiustizia di tutto ciò chi decide fino a che punto il giochetto può funzionare? Quando e come non si regge più?
Il denaro è uno strumento, è nato per scambiare cose in maniera più agevole, l'evoluzione economica ha permesso cose che con gli scambi diretti erano impossibili, o molto difficili (tipo pagare prima di avere) ed ha creato storture ed ingiustizie enormi. Credo che sia il momento di interrogarci seriamente sul suo significato, tradurre ogni operazione economica in termini semplici per renderci conto di quello che si sta facendo realmente e non farci più ingannare dalle alchimie economiche.
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