COME SPENDE UN GOVERNO A MONETA NON SOVRANA: LA UE OGGI.
Sintesi.
Gli Stati dell’Eurozona sono il tipico esempio di nazioni prive di monete sovrane. I sedici Paesi possono solo usare l’euro, non crearlo. Dunque, tutto quanto detto sopra, e soprattutto la parte che riguarda la creazione con la spesa a deficit di ricchezza fra i cittadini, non si applica più nell’Unione Monetarie Europea (EMU). Sono privi di sovranità monetaria anche quegli Stati che hanno agganciato la propria moneta a un’altra a un tasso di cambio fisso come fece l’Argentina col dollaro.
Oggi per spendere, i 16 dell’euro devono letteralmente andarsi a trovare i denari come deve fare il comune cittadino e lo fanno in due modi: o tassano i cittadini, oppure chiedono finanziamenti ai mercati privati dei capitali che detteranno i tassi d’interesse, e ciò i 16 lo devono fare PRIMA di spendere. A questo punto purtroppo i nostri debiti sono divenuti veramente un problema, perché li dobbiamo ripagare ai privati. E soprattutto non potendo più noi emettere moneta a piacimento con cui tranquillamente onorare quei debiti (si legga il capitolo UN DEBITO CHE E’ UN PROBLEMA, ECCOME), veniamo considerati a rischio di insolvenza dai grandi mercati di capitali, che ci bocciano. Ecco le reali ragioni della corrente crisi europea, che riguarda tutti i 16.
Prendo ad esempio gli Stati dell’Eurozona come tipico esempio di nazioni prive di monete sovrane. Ho già più volte accennato al fatto che l’euro non è una moneta sovrana e vi ricordo che infatti esso non fa capo ad alcuno Stato che lo possiede. I sedici Paesi dell’Eurozona lo possono solo usare, non creare.
Dunque, tutto quanto detto sopra, e soprattutto la parte che riguarda la creazione da parte del governo che spende a deficit di ricchezza fra i cittadini, non si applica più a noi membri dell’Unione Monetarie Europea (di seguito EMU). Aggiungo che vanno considerati come privi di sovranità monetaria anche quegli Stati che hanno agganciato la propria moneta a un’altra a un tasso di cambio fisso (es. una loro moneta viene sempre cambiata per un dollaro USA). Perché? Semplice: quei governi potranno emettere la propria moneta solo nella misura in cui hanno nelle proprie riserve altrettanti dollari. Se ne emettono di più, sono soggetti ad attacchi speculativi che li possono costringere ad abbandonare quel tasso di cambio fisso, e così falliscono (default). Questo ovviamente limita tantissimo la capacità di quei governi di spendere liberamente, come invece possono fare (anche a deficit) i Paesi a moneta sovrana.
L’Argentina e la Russia delle drammatiche crisi finanziarie passate erano due casi tipici.
Torno alla UE.
Oggi per spendere, Francia, Italia, Grecia, Germania ecc. devono letteralmente andarsi a
trovare i denari come deve fare il comune cittadino. Ricordate che avevo scritto poco fa che “i governi a moneta sovrana non spendono come i cittadini, cioè non devono mai, come invece i cittadini, trovare il denaro PRIMA di spenderlo (i cittadini lo trovano lavorando o facendo prestiti). Essi, ribadisco, se lo inventano di sana pianta.”? Bene, i sedici Paesi dell’Eurozona sono incredibilmente costretti a cercarsi i denari per la spesa pubblica in due modi: o tassando i cittadini, oppure chiedendo finanziamenti ai mercati privati dei capitali che detteranno i tassi d’interesse mettendoci in gara gli uni con gli altri, e ciò PRIMA di spendere. A questo punto purtroppo i nostri debiti come nazioni sono divenuti veramente un problema, perché li dobbiamo ripagare ai privati da cui abbiamo preso in prestito gli euro, mentre uno Stato a moneta sovrana è indebitato unicamente con se stesso ( e NON deve tassare i cittadini per poter spendere).
E soprattutto è evidente che non potendo più noi emettere moneta a piacimento con cui
tranquillamente onorare quei debiti (si legga il capitolo UN DEBITO CHE E’ UN PROBLEMA, ECCOME), veniamo considerati a rischio di insolvenza dai grandi mercati di capitali, che perdono la fiducia in noi, ci declassano e ci spediscono dritti in un tunnel soffocante da cui noi nazioni dell’euro non usciremo più. Ecco le reali ragioni della corrente crisi europea, che non riguarda solo Grecia e Italia o Portogallo e Spagna, ma assolutamente tutti, Francia e Germania inclusi. Anche questa infelice condizione, che porta dritta alla distruzione del bene pubblico pur di racimolare denari per pagare i nostri debiti, fu pianificata a tavolino con l’intenzione di distruggerci come Stati e come democrazie. Ma questo più avanti ne IL PIU’ GRANDE CRIMINE.
Segue
Aggiungi commento
1) Tenere conto che bisogna discutere i contenuti nel rispetto di tutte le idee, evitare dunque commenti provocatori, polemici, offensivi o maleducati.
2) Evitare commenti "ad personam". In questa categoria rientrano i commenti che implichino un giudizio personale sull'interlocutore. Un valido criterio è quello di evitare di scrivere tutto quello che può suscitare risentimento o altri stati d’animo non positivi. Nel dubbio astenersi.
3) Si prega di rimanere pertinenti al tema dell’articolo proposto. In alcuni casi si può accettare una divagazione, purché si rispetti il senso generale della discussione in corso, e ci sia un qualche legame con l’argomento principale.
4) Evitare di soffermarsi o insistere su particolari irrisori dell’argomento proposto, per evitare che si vada su binari sterili o distruttivi, o che si trascurino gli aspetti più importanti. Chiedersi: "Quello che ho scritto può interessare agli altri?", "E' utile e costruttivo?"
5) Si prega di non portare avanti "guerre di opinione", come se si volesse a tutti i costi “avere ragione”. Qui ognuno si forma liberamente la propria idea, non c’è alcun bisogno di combattere battaglie per convincere gli altri.
6) Evitare di inviare post eccessivamente vaghi e imprecisi. Se si sta sostenendo qualcosa di diverso rispetto all'articolo in questione, occorre corredarlo con prove concrete e con citazioni di fonti chiare e precise.
Leggi tutto: http://www.mentereale.com/articoli/comunicato-la-netiquette