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Carne da pescecani (voi)

di Paolo Barnard

La scoperta è di quelle agghiaccianti, e ci arrivo fra un attimo. Ma il senso di disperazione di chi scrive è che non so più a chi appellarmi. Questo colpo di Stato finanziario in Europa sta vomitando orrori su orrori man mano che gli si scava all’interno. Il mio lavoro è di scoprire e rendere pubblico ciò che scopro, ma per chi? Chi ha la determinazione di agire? Non voi, non i politici, non i sindacati, non la Chiesa. Chi allora? Chi? Ora la scoperta.

I greci sono spacciati, non possiamo far più nulla. Dobbiamo lasciarli andare e vederli morire, come fossimo i pochi che sono riusciti a salire sull’ultima scialuppa rimasta e che devono rassegnarsi ad abbandonare gli altri naufraghi ai pescecani che li stanno già dilaniando. Lo so, è orrendo allontanarsi mentre quelli urlano da non poter sopportare. Non abbiamo scelta. I criminali dall’Unione Europea, leggi i financialnazisti tedeschi e i financialVichy francesi, hanno firmato la condanna a morte dei greci nel summit europeo del 26 ottobre, dove all’insaputa della stampa e delle televisioni la seguente clausola è stata imposta di forza ad Atene:

La giurisdizione legale sui titoli di Stato greci ancora in circolazione (cioè non ripagati) passa dalla sovranità greca a quella inglese.

Traduco: la Grecia non è più padrona del proprio debito, che da ora è gestito legalmente dalla Corona britannica sotto leggi britanniche.

Conseguenze: Primo, la Grecia può essere ora trascinata in tribunale dai suoi creditori senza poter esercitare uno straccio di difesa sovrana con le proprie leggi. Parlamento e giustizia greci valgono ormai meno di nulla. Secondo, la Grecia in questo modo non potrà più rinegoziare il proprio debito per salvare la nazione. Non lo potrà fare né in Euro, né in Dracme (cioè proporre ai creditori di accontentarsi di rimborsi inferiori in Euro o di rimborsi in Dracme). Infatti non è più legalmente proprietaria del suo debito, e verrebbe massacrata dai creditori che per farlo userebbero le leggi di un altro Paese (notoriamente e sfacciatamente pro-business). Ma questo significa soprattutto che NON PUO’ PIU’ ABBANDONARE L’EUROZONA, perché la condizione essenziale del default sovrano è di poter poi dire al mondo intero: “Rinegozio il MIO debito alle MIE condizioni e con la MIA moneta”. L’hanno chiusa dentro a chiave, hanno buttato la chiave, e lì deve morire. Fermi: parliamo di sofferenze vere, gente vera, oggi, e destini troncati. Crimini contro l'umanità.

La cosa che fa urlare di furia è anche che fra l’altro questa condanna a morte gli è stata imposta in cambio di un pacchetto di aiuti che sono proprio ciò che ne torturerà l’economia lentamente fino al decesso, perché sono le… famose misure di austerità che sono oggi piombate anche qui da noi. I greci sono perduti.

Mi rimane solo una magrissima speranza: che il sadismo franco-tedesco, dopo aver macellato milioni di famiglie greche, irlandesi, portoghesi e italiane, inizi a divorare se stesso, collassando anche la scialuppa dove troneggiano Francia e Germania, che forse comincinano già ora a rendersene conto.

E rimaniamo noi. Cioè voi, perché io la mia parte la faccio. Lavoro gratis per queste battaglie, rischio il vilipendio del Capo dello Stato un giorno sì e uno no, rischio le querele che mi portano via la casa, rischio i manganelli quando vado a urlare a Prodi “delinquente” in pubblico, rischio un bossolo in una busta di carta nella buca delle lettere, certo, perché questi non scherzano, e poi ho perso reddito, fama, e ciò che amavo fare nella vita, cioè le inchieste in giro per il mondo. Ma voi. Voi su quella scialuppa, ancora interi, adulti vaccinati, che messi di fronte alla fine dei vostri figli in un’Italia kosovizzata state lì inermi, laureati, diplomati, occupati, macchinati, Ipaddati, bravi a tirare scapaccioni ai vostri bambini, ma lì imbelli di fronte al Potere e solo capaci di scrivere a me “Dott. Barnard, ma cosa possiamo fare?”. Cosa potete fare? Siate uomini! Siate donne! E se non sapete difendervi per sopravvivere allora schiattate. Vergognatevi. Carne da pescecani.

(e smettete di scrivermi)

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=267

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Commenti  

 
-4 #4 Lenin il saggio 2011-11-12 11:30
scrivi: " rischio i manganelli quando vado a urlare a Prodi “delinquente” in pubblico, rischio un bossolo in una busta di carta "

non so se hai sbagliato l'oggetto del tuo urlo, ma conoscendoti di fama , credo che sei uno di quelli che ha collaborato con il peggio del peggio alla distruzione del nostro Paese ed ora ti ergi a cazzone contro il popolo "bue" e carne da macello!...io ti avrei messo dinanzi al plotone d'esecuzione da molto tempo evitando di far danni gravi come è avvenuto ...non da solo , eh!
con altri milioni di idioti tra leghisti e berluschini !

le "sante" purghe di Stalin ci vorrebbero !...peccato non farle !
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+1 #3 roberto 2011-11-12 10:55
Buddha replicò: "Qualsiasi cosa abbiate fatto, è un vostro problema. Io non reagisco, agisco. Nessuno può forzarmi o influenzarmi a fare qualcosa; e se la voglio fare, nessuno può trattenermi. Le mie azioni sono mie; non sono mai reazioni".
Il Buddha disse ai suoi discepoli: "Con questa gente vi state comportando da schiavi". E agli abitanti del villaggio disse: "Siete arrivati tardi. Avreste dovuto venire dieci anni fa, allora vi avrei tagliato la testa e voi avreste saputo cosa significa insultare. Ora è troppo tardi, non posso funzionare come uno schiavo; adesso sono un Maestro, non potete manipolarmi.
"E vorrei farvi una domanda. Nell'ultimo villaggio la gente mi ha portato dolci, frutta e fiori in segno di saluto. Ho detto loro: "Abbiamo già fatto colazione in un altro villaggio. Riprendetevi questa frutta e questi dolci con le mie benedizioni. Non possiamo portarli con noi. Non portiamo cibo, non portiamo nulla per il futuro. Vedremo cosa accadrà al momento: qualcuno potrebbe offrirci qualcosa. Ed è sempre andata così, per cui non c'è problema". Ma vorrei chiedervi: quella gente che si è ripresa i dolci e la frutta, cosa ne avrà fatto?".
Un uomo dalla folla disse: "Avranno distribuito i dolci e la frutta fra i bambini, le famiglie e loro stessi. Se li saranno goduti".
Il Buddha disse: "Ecco ciò che mi rattrista: adesso cosa farete voi? Io rifiuto i vostri insulti, non li raccolgo. Se rifiuto la frutta e i dolci, quella gente dovrà riprenderseli. Voi cosa potete fare? Respingo i vostri insulti, non accetto cose simili. Per dieci anni non ho accettato nulla di simile da nessuno. Per cui riportatevi questo fardello a casa, distribuitelo tra voi, i vostri bambini e i vostri amici; fatene ciò che volete. Sono azioni vostre: io non ho nulla a che fare con esse; le rifiuto semplicemente; e ho il diritto di rifiutare qualsiasi cosa. Voi la date a me e io dico: "No grazie, non la voglio".
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+1 #2 roberto 2011-11-12 10:53
Si narra che Gautama il Buddha passò nei pressi di un villaggio, abitato dai suoi oppositori. Lo erano al punto che, sebbene il Buddha li avesse solo sfiorati - non era nemmeno entrato nel villaggio, per la semplice ragione che non voleva dare spettacolo inutilmente -, quegli idioti non avevano intenzione di lasciarlo in pace.
Arrivarono correndo e, dopo averlo circondato, cominciarono a maltrattarlo in ogni modo possibile, usando un linguaggio che non avrebbe mai usato con nessun essere umano, per non dire con un essere come il Gautama il Buddha. I seguaci del Buddha andarono su tutte le furie. Erano pronti a rispondere per le rime, ma di fronte al Buddha era impossibile fare alcunché, prima che lui avesse pronunciato qualcosa. e ciò che disse sconcertò e meravigliò tutti.
Si rivolse ai suoi discepoli: "Mi avete deluso. Questa gente sta esprimendo il proprio dissenso... è in collera; pensa che io sia nemico della loro religione e dei loro valori morali... ovviamente è in collera. E io la sto ascoltando; sta maltrattando me, non voi. Perché vi state arrabbiando? E non importa che riusciate a controllarvi. Siete degli schiavi?".
Perfino la gente del villaggio era perplessa. Era sprofondata in uno strano silenzio. E il Buddha disse a quelle persone: "Ho fretta di raggiungere il prossimo villaggio, dove la gente mi sta aspettando. Se avete finito, posso andare. Se invece avete ancora qualcos'altro da dirmi, quando ritornerò vi informerò in anticipo, così potrete finire di dirmi ciò che dovete. ora posso andare?".
Quelli risposero: "Ti abbiamo insultato, pronunciando ogni genere di nefandezze. Sappiamo che molte cose non sono vere, ma in amore e in guerra tutto è permesso. Eppure tu sei così distaccato e sereno, come se ti avessimo salutato e dato il benvenuto... e ci stai chiedendo il permesso di proseguire!".
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0 #1 utopia luca 2011-11-12 10:43
IL POPOLO è UNA VITTIMA IMPOTENTE CHE NASCE SCHIAVO INCONSAPEVOLE E MUORE SCHIAVO INCONSAPEVILE, ECCETTO ALCUNI RIBELLI PECORE NERE, EMARGINATI, DENIGRATI...
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