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DICONO CHE NON CI SONO I SOLDI, TRANNE PER LA CASTA, LE BANCHE, IL VATICANO E LA NATO.

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BANCHE ALLA SBARRA

Di Antonella Randazzo

Una notizia di grande importanza: per la prima volta al mondo  ben quattro banche saranno processate per truffa ai danni di un Ente locale. Le banche Ubs, Deutsche Bank, J.P. Morgan e Depfa Bank hanno truffato il comune di Milano attraverso i “derivati” e incassato illecitamente almeno 100 milioni di euro. Il processo dovrebbe iniziare il 6 maggio, e vedrà alla sbarra 11 manager delle banche (fra questi c’è anche Gaetano Bassolino, figlio del governatore uscente della Campania), oltre a Giorgio Porta, ex direttore generale di Palazzo Marino e l’”esperto” per la “ristrutturazione del debito comunale” Mauro Mauri.

L’ex sindaco Gabriele Albertini sostiene di avere “fiducia” nei suoi ex collaboratori Porta e Mauri, come se nulla fosse accaduto.

Le banche hanno emesso un bond trentennale irregolare, che doveva essere pagato dal comune in un’unica soluzione nel 2035.

La Federconsumatori ha  espresso apprezzamento in un comunicato stampa: “Federconsumatori esprime soddisfazione e pieno apprezzamento per la decisione del gup Simone Lueri di rinviare a giudizio le banche e gli altri responsabili che avrebbero arrecato al Comune di Milano un danno di oltre 100 milioni di euro nell’ipotizzata truffa aggravata, avente ad oggetto l’operatività del Comune in strumenti finanziari derivati. L’importanza della vicenda, la gravità dei reati ipotizzati e la diffusività del fenomeno derivati a livello nazionale, sottolineata recentemente dalla Corte Costituzionale in propria pronuncia e dal Senato nel documento conclusivo della propria indagine conoscitiva recentemente, adottato dalla Commissione Finanze, consigliano che le eventuali responsabilità degli imputati vengano discusse ed apprezzate in un approfondito e pubblico dibattimento.


La Federconsumatori ricorda, infatti, che i gravi effetti economici negativi  provocati dalle operazioni in derivati degli Enti locali italiani si sono in questi anni ripercossi sull’intera collettività, chiamata a subire i danni causati dai derivati in termini di mancati investimenti degli Enti locali in opere e servizi d’interesse pubblico, e anche in termini di innalzamento della pressione fiscale locale. Sottolineiamo, ancora una volta, che troppo spesso gli istituti di credito hanno anteposto la ricerca dell’utile di impresa al dovere di protezione di consumatori, piccole e medie imprese ed Enti locali, dovere imposto loro dalle norme di settore e dalla Costituzione. Da tale evidenza è maturata da tempo la decisione della nostra Associazione, la prima ad intervenire in tal senso, di sostenere le ragioni dei cittadini milanesi, incaricando il proprio difensore di fiducia, Avv. Luca Zamagni, di costituire la Federconsumatori quale parte civile nel procedimento penale in questione.

La nostra Associazione conferma dunque, ancora una volta, il proprio impegno a supportare le ragioni degli Enti locali ‘vittime’ della finanza derivata, ed in tal senso invita tutti gli Enti interessati a far uso delle convenzioni sottoscritte dalla Federconsumatori con la Legautonomie e con l’Anpci, il cui testo è disponibile sui rispettivi siti internet delle Associazioni, per valutare le caratteristiche tecnico finanziarie e legali dei contratti sottoscritti e le possibili vie d’uscita da situazioni, spesso, potenzialmente disastrose per gli Enti coinvolti e per i cittadini costretti a subirne i danni”.

Questo processo è molto importante non soltanto per far capire che le banche non sono affatto quello che comunemente si crede, ma anche per fare in modo che altre Procure possano avviare altre indagini su truffe analoghe perpetrate ai danni di altri Enti locali italiani.

Infatti, sono diversi gli amministratori degli Enti locali italiani che si sono fatti truffare dalle banche, anche se già negli anni Novanta c’era stata in Inghilterra una sentenza amministrativa che allertava i Comuni a non accettare contratti derivati con le banche.  Da parecchi anni anche in Germania è vietato per gli Enti locali stipulare contratti derivati. 

Le vittime delle banche sono il 10% dei Comuni italiani e molte Province e Regioni.
Centinaia di amministrazioni pubbliche italiane sono costrette ad avere perdite ingenti a causa delle truffe bancarie.

In pratica, le banche fanno credere di offrire soluzioni ai debiti o ai problemi finanziari degli Enti locali, ma poi aggravano la situazione invece di migliorarla.
Il termine “derivati” fa capire che questi prodotti sono legati ad altri prodotti: il loro valore deriva da un evento futuro o dal valore che acquisirà un’attività. Il valore sottostante del prodotto derivato può essere di diverso genere. In apparenza sembra facile ricavare un alto profitto, ma in realtà si tratta di prodotti così complessi che è molto difficile calcolare il loro effettivo “valore”. Non si comprende facilmente l’andamento sottostante che permette di azzardare una stima del valore. Il risultato è che gli alti profitti nella maggior parte dei casi non si hanno, e le perdite possono essere molto alte.

Infatti, quando i tassi si sono alzati  ha lievitato anche il “mark to market”, ovvero il costo di chiusura del contratto ad una determinata data. In altre parole, gli Enti locali e le tante piccole e medie aziende italiane finite nelle reti delle truffe bancarie fatte attraverso i derivati, sono stati costretti ad avere perdite nel lungo periodo. Nel presente si promettono guadagni o costi uguale a zero, ma nel tempo a causa dei tassi Bce e dell'Euribor, a cui sono collegati i contratti, dovranno pagare cifre ragguardevoli, anche per venti o trent’anni.  I contratti derivati sono fatti in modo da risultare vantaggiosi nascondendo che i vantaggi certi saranno soltanto delle banche. Infatti, già dal 2008 diversi Enti si sono trovati in gravi difficoltà perché dovevano pagare la cedola swap sulla base dei tassi Euribor, che a giugno 2008 si erano alzati parecchio. 
Alcuni enti hanno cercato accordi con le banche per avere pagamenti rateali delle cedole, altri si sono accorti che si trattava di una truffa ben congegnata grazie alla credibilità di cui godono le banche, e hanno già avviato una procedura di contenzioso legale contro la banca.

Ad esempio, il Comune di Acqui Terme ha smesso di pagare, ma per il momento soltanto a Milano si sta procedendo in sede giudiziaria.

Già a marzo dello scorso anno la Consob ha sostenuto che i contratti derivati erano utili soprattutto per dare profitti alle banche. In particolare le “opzioni digital” sono state considerate illegittime dalla Corte dei Conti (deliberazione n.17/2008, riguardante il Comune di Pozzuoli), dato che non sono previste dall'art.3 del D.M. 389/2003 e dalla Circolare del Ministero dell'Economia del 27/05/2004.

Come spiega il consulente indipendente Marco Delzio: “Abbiamo riscontrato che molti contratti venduti dalle maggiori banche italiane contenevano opzioni digitali, sia nella forma di digital cap che di digital floor, anche successivamente al D.M. 389/2003. Le ingenti perdite, realizzate e potenziali, di alcuni Enti locali sono effettivamente spiegabili attraverso la presenza di tali opzioni”.

A volte le irregolarità sono già presenti all’inizio della stipula del contratto. Ad esempio, la Procura di Bari sta indagando sull’acquisto fatto dalla vecchia giunta Fitto di due bond, di 600 e 270 milioni di euro. Un investimento che secondo la Procura è truffaldino dato che le perdite virtuali (il prodotto scade nel 2023) per le casse pubbliche sono di circa 150 milioni di euro. I bond, emessi da Merril Lynch, dovevano permettere, come al solito, di “ristrutturare il debito pubblico”.

Il sospetto della Procura è che la Regione Puglia non abbia agito come avrebbe dovuto, prendendo le contromisure per evitare il danno. Ad esempio, il contratto è stato sottoscritto in inglese da chi non conosceva questa lingua. La Finanza di Bari sta indagando, e il pm Bretone si vale della collaborazione di un professionista, il commercialista Massimiliano Cassano, che ha lavorato sullo stesso problema per altre procure italiane.

Secondo i dati del Tesoro, i Comuni italiani, a causa dei derivati, si sono indebitati per 107 miliardi di euro e sono costretti a dare profitti alle banche danneggiando i loro già problematici bilanci.

Poco tempo fa la commissione Finanze del Senato ha approvato all'unanimità un documento per chiarire la condotta da seguire in futuro. Si parla di nuove regole chiare, e per il momento i Comuni non possono firmare nuovi contratti. Le regole vieterebbero i derivati ai Comuni in cui la popolazione è pari o inferiore a 100mila abitanti, esclusi i capoluoghi di provincia. Sarebbero vietati i prestiti obbligazionari con rimborso unico alla scadenza.

Il Ministero
dell'Economia e delle Finanze approverà un apposito regolamento che chiarirà le
tipologie di operazioni finanziarie possibili, i criteri e le condizioni per la loro
conclusione. Sarà considerato dovere degli
intermediari dei contratti derivati l’appurare che siano compresi i rischi e non si accetterà più (come in precedenza) la sola dichiarazione firmata dal cliente, in cui attestava di capire tutto quello che riguardava i contratti derivati, che
esonerava la banca da ogni responsabilità.
Farebbero prima a vietare ogni contratto swap con le banche, dato che queste ultime non sono certo filantropi rispettosi degli interessi collettivi e sono in grado di avere conoscenze per attuare altre truffe. Occorre anche considerare che i funzionari comunali non sono di solito esperti di Borsa e finanza, e facilmente cadranno nelle trappole dei banchieri.

Se i nostri politici fossero dalla parte dei cittadini invaliderebbero ogni contratto truffaldino con le banche e cercherebbero di recuperare le somme estorte.
Così la pensa anche Elio Lannutti (Idv) che ha dichiarato: "Fosse stato per me io li avrei annullati tutti (i contratti derivati N.d.A.), lasciando alle banche l'onere. Come si può pensare che i Comuni guadagnino sui debiti. È una follia… Come si fa a rinegoziare? Gli Enti locali ci perderanno sempre. Per me l'unica strada era l'annullamento dei contratti, ma non c'è dubbio che il documento finale rappresenti un vero e proprio passo in avanti sulla strada di legalità, trasparenza e responsabilità”.
La truffa a danno degli Enti locali è parte degli intrallazzi dei banchieri e della natura perversa e dannosa della finanza attuale, che, non dimentichiamolo, è totalmente nelle mani di quegli stessi banchieri che creano prodotti finanziari truffaldini.


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Articolo tratto dal giornale “Nuova Energia”.

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[1]http://www.irispress.it/Iris/page.asp?VisImg=S&Art=78607&Cat=1&I=null&IdTipo=0&TitoloBlocco=Economia&Codi_Cate_Arti=23

[2]http://www.repubblica.it/economia/2010/03/11/news/enti_locali_nuove_regole_per_il_disastro_derivati-2597214/

 

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Commenti  

 
0 #2 corrado 2010-04-19 19:19
La Deutsche Bank mi deve 424.000 Marchi....dal 1994....la storia? ..un pò lunga da raccontare e complicata dato che il tutto è collegato con Brussel e una Banca in Luxemburg, luridi schifosi criminali.
Citazione
 
 
+3 #1 Michele 2010-04-19 18:25
Sarebbe bello vedere le banche processate quando truffano anche i singoli cittadini (cioè quasi sempre)...Solo che i singoli non hanno le potenzialità per accusare, mentre i comuni sì.
Citazione
 

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