Osho sembrava ben consapevole della fine che viene riservata ai disturbatori dell’Ordine Sociale, agli Attentatori della pubblica morale. Infatti a un certo punto dice: “il piccolo uomo di cui parlava Reich, ha distrutto ogni possibilità di illuminazione …”
Pertanto vorrei dirtelo ancora una volta, prima che sia troppo tardi, prima che il pianeta sia distrutto dalla tua cecità: ascolta piccolo uomo!
La tua evoluzione non dipende dalle masse che ti hanno preceduto, ma da quei pochi illuminati che hai maltrattato e ucciso e che tuo malgrado hanno aiutato l’umanità a diventare più consapevole. Tu non lo sai, perché credi che ciascuno di noi sia un isola separata da tutti gli altri. È così solo in apparenza e in superficie. A un livello più profondo, tutto ciò che vive è interconnesso, collegato attraverso misteriosi percorsi in un oceano di vita e di consapevolezza. Ecco perché affermo che quando un illuminato muore, la sua luce si immerge e si diffonde nella consapevolezza umana, in ciò che tu chiami “la coscienza dell’uomo”.
C’è una tragedia che si svolge silenziosa attorno a noi, la cui legge può essere espressa così’: “Chi sa tace, e chi pretende di sapere non fa che parlare”. È per questo che la parola, soprattutto scritta, è diventata il luogo dell’inganno, della manipolazione, della sopraffazione e del ricatto. Di questa infatti si nutrono i politici, intessendo le loro reti e il loro potere sugli altri. Essi hanno orrore del silenzio, come i preti di ogni religione (avete mai visto un politico o un prete stare zitti, o meglio, starsene in silenzio?). Eppure tutti i grandi fenomeni della vita e della creatività nascono dal silenzio, l’amore nasce in silenzio, le grandi opere del genio umano nascono in silenzio, ogni seme sotto la terra nasce dal silenzio. Ma noi dimentichiamo ogni giorno la forza, il potere e la necessità del silenzio.
“Ho predicato solo e unicamente silenzio, eppure sono stato trattato come un criminale …” mi disse un giorno Osho. Non c’era amarezza, nelle sue parole, né condanna, ma solo una tranquilla accettazione di un fenomeno che appartiene all’umanità: da che mondo è mondo l’umanità ha sempre perseguitato, condannato, massacrato i suoi figli migliori; ha distrutto i fiori più belli del suo giardino.
Perché abbiamo ucciso Socrate? Perché abbiamo dato a Socrate la cicuta e a Gesù la croce, e a Gorbachev e a Madre Teresa il premio Nobel per la pace? Non sarebbe da ridere, se non fosse davvero da piangere? Mi sono sempre chiesto se Osho sapeva che lo avrebbero ammazzato. Poteva prevederlo, visto che in Occidente tutti quelli come lui sono stati “suicidati”? E noi, non potevamo prevederlo? C’è forse qualcuno tra voi che pensa davvero che la caccia alle streghe sia finita? C’è davvero qualcuno che crede che Gesù oggi sarebbe accolto con tutti gli onori? E non sarebbe crocefisso nuovamente, e doppiamente, perché oggi, oltre agli affari dei mercanti nel tempio, rovinerebbe anche quelli del Vaticano? Ascolta, piccolo uomo, credi davvero che i tempi siano cambiati, da Galileo in poi, e che anche Copernico oggi se la intenderebbe con il papa? Credi davvero che le scomuniche non si facciano più e che nessuno venga più perseguitato per il suo pensiero? È in questo secolo che Wilhelm Reich è stato perseguitato, incarcerato e costretto a morire in prigione, oppure fu nel medioevo?
Forse non conosci la storia terrena di Osho, perché i giornali che leggi e su cui ti documenti vendono solo menzogne. E ciascuno di noi lo sa, lo ha constatato di persona. Tutti siamo stati, una volta o l’altra, “drogati”, “luridi capelloni”, “lesbiche femministe”,”maoisti assassini”, ”anarchici bombaroli”, e in quel momento abbiamo capito come la stampa e l’informazione trattano i fenomeni rivoluzionari e destabilizzanti. Ma poi ce ne siamo dimenticati. Pensate, un amico anarchico mi apostrofa sdegnato perché ha letto sul giornale (8 anni fa) che Rajneesh è scappato con la cassa! “E bravo! E tu ci credi?” ribatto io. “Certo, sta scritto sul giornale …” mi confessa candidamente la stessa persona che si è sempre lamentata della falsità, della superficialità, del sensazionalismo dei giornali. Non è buffo, se non fosse da piangere?
Allora permettimi di dirti chi è Osho, chi è Gesù, chi è il Buddha, chi è Socrate, chi è l’uomo che ha realizzato il suo potenziale, che è giunto a conoscere il suo essere. Questa esistenza si fonda sulla danza delle polarità: giorno-notte, inverno-estate, uomo-donna, yin-yang, positivo-negativo, alto-basso, Oriente-Occidente, vita-morte. I piccoli uomini hanno sempre vissuto le polarità come antagoniste tra loro, senza capire che sono complementari e necessarie l’una all’altra, così si saprà che senza giorno non c’è notte, senza uomo non c’è donna, senza vita non c’è morte. Ma i piccoli uomini continuano a dividere tutto, compreso il corpo dall’anima, il bene dal male, l’Oriente dall’Occidente. È così che, scegliendo una sola polarità si diventa occidentali, oppure orientali, cioè due metà separate. Cosa è avvenuto infatti in Occidente? Che esso ha abbracciato la ricerca del mondo esteriore, quello dei fenomeni, e si è specializzato nelle scienze della materia – cose che hanno prodotto tecnologie, progresso, strumenti di vita e di morte. Ma ha completamente trascurato il mondo interiore. L’Oriente invece ha privilegiato la ricerca spirituale, ossia le meditazioni, le scuole mistiche e misteriche, il silenzio. Ma anch’esso ha negato l’altra parte, cioè il mondo materiale. Ecco perché in duemila anni, in Europa non è nato un solo Buddha, e in India non è nato un solo Galileo.
Pertanto, non ridere se un indiano non conosce la teoria della relatività, perché egli ti considera altrettanto ignorante e incompiuto perché non conosci Patanjali e la sua scienza dello yoga. Roland Barthes, che oltre ai “Frammenti amorosi”, aveva scoperto, negli ultimi anni di vita, frammenti di meditazione … “seduto in silenzio, senza fare nulla, viene la primavera e l’erba cresce da sola …” avvertiva con grande convinzione che “c’è un enorme territorio rimosso e inesplorato, nella cultura occidentale, uno spazio altro, che non è una variante della nostra cultura, ma un altro sistema di segni …”
Smetti dunque la superbia dell’uomo bianco che crede di sapere tutto ed è convinto che la cultura del suo paese sia la sola cultura (tutto il resto è superstizione, magia, attitudini tribali). Accetta la tua ignoranza su una metà del mondo, su una metà dell’esistenza, su una metà di te stesso. Mentre noi ci ingegnavamo a costruire armi sempre più complicate e letali, macchine sempre più perfette e disumane, l’Oriente ha sviluppato una scienza della ricerca interiore, con Maestri che si chiamano il Buddha, Mahakashyapa, Bodhidharma, Lao Tzu, Nanak, Kabir … Osho è uno di questi maestri, forse l’Einstein della ricerca interiore, un artista della meditazione. E come tutti i Maestri spirituali del passato, è stato anche lui perseguitato e osteggiato, fino alla distruzione fisica.
Fa paura un individuo come lui, fa paura a tutte le istituzioni, perché egli ne demolisce la struttura stessa.
Nel 1985 accompagnai Enzo Biagi a intervistare Osho a Katmandu. Ebbene nella stanza c’era anche il decano dei magistrati nepalesi, nonché ministro della giustizia del suo paese. Era un ammiratore di Osho, e ne aveva riconosciuto la saggezza. Chiese dunque se poteva fare una domanda. Osho gli sorrise, e benché lo aspettasse un intervista con Biagi, gli fece segno di parlare pure. “Come possiamo migliorare il nostro ordinamento giudiziario, Maestro?” chiese dunque il vecchio giudice. “Non si può migliorare. Lo si può solo distruggere. Perché è fondato sulla punizione, non sulla compassione”. E questo fu tutto. Credi forse che a un ministro di giustizia piaccia sentirsi dire una cosa del genere? E come credi si senta un politico, quando Osho afferma che solo le persone “malate” si danno alla politica, che è solo ricerca di potere, poiché le nazioni sono fittizie, visto che il mondo è uno solo, e a frontiere solo sulla carta o nella mente delle persone?
Noi in fondo lo sappiamo che è la verità, ma non osiamo dirlo, perché il mondo è fatto così, e si sa come vanno le cose, e non c’è niente da fare, e l’ingiustizia ci sarà sempre … quanta rassegnazione, quanta vigliaccheria! Ma un illuminato, ossia un individuo che ha realizzato se stesso, e conoscendo la sua realtà e giunto a conoscere la realtà dell’esistenza, non può mentire, non può accettare compromessi, non può piegarsi alla logica delle istituzioni, perché altro non sono che strumenti di sopraffazione e di potere.
Ecco perché questa gente viene uccisa perché espone la falsità del “sistema” (di ogni sistema) fino alle radici. E c’è pericolo che qualche individuo coraggioso e intelligente li stia a sentire … ma davvero ho bisogno di un passaporto, per viaggiare su questa terra? Ma davvero c’è bisogno di tutte queste guerre e di tutti questi eserciti?
Sono sicuro che te lo sei chiesto anche tu. Sono sicuro che a volte hai dubitato del fatto che “va tutto bene così …” Ma poi sai com’è, forse era solo un sogno, rimbocchiamoci le coperte e torniamo a dormire nell’angoletto che ci siamo guadagnati con una vita di compromessi e frustrazione.
Ogni illuminato è uno specchio per le masse: è lo specchio della loro vigliaccheria, della loro falsità, della loro inconsapevolezza, della loro stupidità. Te lo assicuro, perché io l’ho provato: sedersi davanti a un individuo di tale chiarezza e trasparenza, a un individuo così sincero e totale, ci si sente un pezzo di merda, perché riconosci tutto d’un colpo quanto sei falso e compromesso con te stesso. Ci vuole molto coraggio a sostenere una prova del genere, e una grande intelligenza per capire che un illuminato non è altro che la tua potenzialità suprema: quello che sei sempre stato, quello che hai dimenticato, quello che realizzerai un giorno. E ora, mentre hai in mano questo libretto, sappi che colui che ha detto queste parole è stato avvelenato in un carcere americano, secondo le strategie di uno dei più orridi complotti mai orditi da un governo, quello americano, nei confronti di un solo individuo. “Il Caso Osho Rajneesh” viene descritto minuziosamente nel libro Operazione Socrate, edito da Re Nudo Edizioni. Se non vuoi celarti continuamente dietro il solito “io non sapevo niente”,”mi ero limitato a leggere i giornali”, ”credevo fosse morto di cancro …“ abbi la bontà di leggere questo libro, così saprai come questa società continua a uccidere i suoi fiori più belli.
Ascolta piccolo uomo per quell’anelito alla verità che ti accompagna insonne, anche se fai sempre finta di dormire e rassegnarti, non lasciare che questo assassinio si protragga in silenzio. Osho non è stato ucciso soltanto dal governo americano, né è stato ucciso una sola volta. Egli viene ucciso assieme alla verità che rappresenta, tutti i giorni, da tutti coloro che sanno ma preferiscono tacere, e anche da te, che ancora fingi di non vedere che un Buddha, un Gesù dell’era moderna ha camminato tra noi, ma è stato condannato e ucciso solo per aver sparso semi di silenzio e semi di ribellione.
Sarjano Carlo Silvestro (Postfazione del libro “Osho l’avvelenamento della coscienza”)
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