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DICONO CHE NON CI SONO I SOLDI, TRANNE PER LA CASTA, LE BANCHE, IL VATICANO E LA NATO.

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ALICE NEL PAESE DEI BANCHIERI

Di Antonella Randazzo
http://antonellarandazzo.blogspot.com
Questo articolo è tratto da una pubblicazione offerta previo abbonamento, è su “Mentereale” per gentile concessione da parte dell’editore e non può essere riprodotto senza autorizzazione dell’editore. Per informazioni leggi in fondo all’articolo.

Nel 2009, lo scrittore Domenico De Simone scrisse un “dialoghetto a tre voci sull’economia, le banche, gli interessi, l’inflazione e il mondo che non c’è”, per spiegare a tutti l’assurdità di un sistema fondato sul potere finanziario. Riportiamo alcuni dialoghi dei personaggi:

BANConiglio: E io ti dico che è giusto, legittimo, doveroso e sacrosanto da parte tua pagare alla mia Banca gli interessi che ti ho richiesto e non un soldo di meno!

Il Cappellaio Matto: Ma nemmeno per sogno, mica sono matto a ridarti dei soldi che non ho mai preso!

BANConiglio: Che tu li abbia presi o meno è faccenda che non mi riguarda! Tu comunque mi devi il denaro e gli interessi.

Il Cappellaio Matto: Ma se non lo avevi nemmeno quel denaro!

BANConiglio: E che c'entra? Che io l'avessi o non l'avessi nemmeno ti riguarda. Se solo l'avessi voluto prendere ne avresti avuta la disponibilità. Per questo comunque mi devi pagare. Signorina Alice, la prego, lei che è una personcina ragionevole, lo convinca che è meglio per lui pagare quello che deve alla Banca senza fare tutte queste storie!

Il Cappellaio Matto: Non ci penso nemmeno, nessuno mi convincerà mai a fare una cosa tanto assurda, restituire ciò che non ho mai preso! Signorina Alice, la prego, lo convinca piuttosto dell'assurdità della sua pretesa!

Alice: Non ho capito assolutamente nulla di quello che avete detto finora. Spiegatemi di cosa state discutendo.

BANConiglio: Ecco glielo spiego io. Il signor Cappellaio Matto è venuto in banca ed ha chiesto un prestito che noi gli abbiamo concesso. Adesso non vuole pagare gli interessi sul prestito, tutto qui. Eppure quando è venuto ha sottoscritto tutte le clausole in cui era ben specificato che gli interessi decorrevano dal momento della sottoscrizione del contratto. Non vorrà mica che adesso gli facciamo causa per recuperare quello che ci è dovuto per legge.

Alice: Beh signor Cappellaio, la richiesta del signor Banconiglio non mi sembra affatto irragionevole. I prestiti vanno restituiti e si sa che ci si pagano gli interessi. E poi lei ha firmato un contratto…

Il Cappellaio Matto: No, no, signorina Alice. Adesso le spiego io come sono andate le cose realmente. Allora, io sono andato in Banca a chiedere un finanziamento per fare una produzione assolutamente rivoluzionaria, una fabbrica di cappelli per persone senza testa... Ho presentato il progetto e loro l'hanno ritenuto molto interessante e mi hanno fatto firmare un sacco di carte per un mutuo a medio termine, il che vuol dire che loro si impegnavano a darmi i soldi per fare lo stabilimento e io a restituirglieli con i miei guadagni. Il fatto è che la costruzione dello stabilimento non è nemmeno iniziata e io i soldi non li ho mai visti...

BANConiglio: Questo non c'entra niente. Lui avrebbe potuto prenderli solo se
avesse voluto, poiché noi glieli abbiamo messi a disposizione e se vuole può ancora prenderli. Che li abbia presi o meno è irrilevante, lui ci deve lo stesso le rate per il capitale e gli interessi.

Alice: Ma se non li ha presi perché mai dovrebbe ridarveli? Cosa vi deve restituire se non ha preso niente da voi?

BANConiglio: Cara signorina Alice, adesso le spiego bene come funziona. La Banca ha messo a disposizione del sig. Cappellaio Matto la somma che egli ha richiesto, e per questo deve essere remunerata dal pagamento dell'interesse. Se egli non l'avesse richiesta ci sarebbe stato un altro imprenditore che avrebbe chiesto un finanziamento e la Banca avrebbe guadagnato i suoi interessi lo stesso. Quindi il Cappellaio Matto deve pagare…

Il Cappellaio Matto: (…) La Banca crea il denaro che mette a disposizione, non lo prende da nessuna parte. Quindi come l'ha creato per me avrebbe potuto crearlo per chiunque altri gliel'avesse chiesto. Quindi la Banca non ha perduto proprio nulla.

Alice: Non capisco, mi spieghi meglio. La Banca non possiede il denaro che presta e lo crea al momento? Oh bella, che cos'è questa cosa strana? Come sarebbe a dire che lo crea, stampano le banconote, forse o estraggono l'oro dalle miniere?

BANConiglio: Ma no signorina Alice, le Banche esercitano la funzione del credito e nel concedere un prestito le concedono la disponibilità ad usare del denaro. Se poi lei lo usa davvero la Banca pagherà, a tutti quelli che li presenteranno, gli assegni tratti dal conto corrente. L'oro è meglio che se ne stia sotto terra, ovvero nei forzieri della Banca, e non c'è affatto bisogno di stampare banconote quando sono gli stessi correntisti a farlo emettendo assegni.

Alice: Ma allora la Banca non possiede il denaro che presta? Oddio che confusione che mi avete fatto venire in testa! La Banca pretende di essere pagata per aver fatto una cosa che non ha fatto, cioè insomma, per aver prestato del denaro che non possiede e che non è stato preso perché in realtà non esiste ma che esisterebbe se il cliente lo prendesse e lo spendesse. E' così?

BANConiglio: Certamente, proprio come l'ha descritto adesso!

Alice: Ma è assurdo! Come potete pretendere che la gente vi paghi per quello che NON date? E quando glielo date è perché non è fatto da voi ma da quelli cui lo date? Ma che follia è mai questa?

Il Cappellaio Matto: Oh è semplice, si tratta dell'economia del debito. Il sistema bancario funziona in questo modo, non lo sapeva signorina Alice? Eppure a tutti quelli che vanno in Banca succede questa stessa medesima cosa...

BANConiglio: Io esigo comunque il pagamento. C'è un contratto e c'è una legge, e abbiamo avvocati che sosterranno le nostre ragioni e giudici che ci daranno ragione e condanneranno il signor Cappellaio Matto a pagare quello che ci deve!

Alice: Ma voi siete peggio degli usurai! Almeno quelli rischiavano del proprio quando facevano un prestito ed esigevano un interesse. Voi non rischiate proprio nulla!...

Il Cappellaio Matto: Certo signorina Alice, il problema è proprio il denaro che non c'è eppure c'è perché le banche creano con esso l'illusione della ricchezza. E attraverso l'illusione se ne appropriano, com'è evidente nel mio caso. Tanto io i soldi non glieli darò mai. Semmai gli posso cedere il progetto di fare i cappelli per la gente senza testa. Con tutti i clienti che hanno le banche non avranno difficoltà a piazzarli. Quelli che vanno in Banca a farsi dare i soldi sono tutti matti o senza testa!

Alice: Sì ma per la gente non cambia nulla, quello che hanno è l'illusione della ricchezza e non benessere effettivo. Però l'economia cresce, almeno così ci dicono e quindi viene creata più ricchezza. E allora mi domando: dove va a finire questa ricchezza? 1

Già: Dove va a finire la ricchezza che viene prodotta dai popoli, se sono indebitati? Per spiegarlo, proprio una storia come “Alice nel paese delle meraviglie” può essere utile come metafora. Sono “Alice” tutti quegli italiani che ancora dormono, per pigrizia mentale, perché passivizzati dalla televisione, per timore della verità, perché credono a quello che dice la televisione, per senso di impotenza o perché credono di vivere in un sistema tutto sommato accettabile. Le “meraviglie”, in senso ironico, corrispondono alle cose pazzesche e sconcertanti che stanno accadendo.

Il governo Monti non è altro che il tentativo del gruppo di potere di ridare nuova forza alla politica economica neoliberista, tipica della cosiddetta “globalizzazione” e al sistema bancario internazionale, togliendo di mezzo  ogni possibilità di sovranità popolare.

Berlusconi era diventato un personaggio debole in questo senso, perché ormai era occupato più che altro a difendersi dalle tante inchieste giudiziarie, temendo il crollo delle sue aziende. Tolto di mezzo Berlusconi, si fa strada un personaggio completamente a servizio della finanza internazionale e dei suoi aguzzini.

Intanto, gli italiani sono distratti e intrattenuti dalla solita propaganda superficiale e mistificante. Così tantissimi si formano un’opinione falsata dalle informazioni non corrette. C’è chi è contento che Berlusconi sia stato tolto di mezzo e avrebbe voluto riporre la sua fiducia in personaggi come Bersani, senza sapere che si tratta di tirapiedi appartenenti a formazioni politiche rigide e sottomesse all’impero, che mai opererebbero a favore del popolo italiano. C’è chi guarda a Monti come ad una persona autorevole, che “aggiusterà” le cose. C’è persino chi si è aggrappato a Berlusconi,
scrivendo lettere accorate con l’appello “che non lasci il governo”, come se, all’improvviso, un mafioso corrotto e marcio potesse trasformarsi in un paladino dei diritti degli italiani. E c’è anche chi si disinteressa, disgustato dal fatto che i media dicono molte cose che insospettiscono chi è più intuitivo, facendo capire che, comunque vada, quello che viene prospettato non sarà a favore degli italiani.

In tutti i casi, “Alice” sta dormendo, e non sta riconoscendo in sé stessa quel potere di cambiamento che può fare la differenza. Credendo di essere nel paese delle meraviglie, Alice non si è accorta di aver accolto in casa sua una banda di delinquenti senza scrupoli, che non soltanto vuole mettere le mani sui suoi beni, ma vuole anche renderla impotente, attraverso un processo di “ipnotizzazione” o di plagio, attuato attraverso il potere mediatico e politico.

I telegiornali parlano di cose che non esistono, tenendo ben nascosti quei significati che permetterebbero ad Alice di svegliarsi. Parlano di “governo tecnico”, di “risanamento dei bilanci”, o di “salvare l’economia”. La questione, per non far capire i veri significati, è stata posta su piani mistificati o di secondaria importanza: governo tecnico o politico, governo Monti o elezioni, ecc.

Che significa “governo tecnico”? Il governo deve avere funzioni governative relative al bene del paese, in tutti i settori, e per questo può richiedere consulenze specifiche, ma non può mai perdere il suo senso politico, per il semplice fatto che governare un paese non può essere soltanto qualcosa di “tecnico”. Parlare di governo tecnico è un modo dissimulato ed elegante per dire “governo a servizio soltanto degli interessi di alcuni”. Infatti quel “tecnico” o da “esperti” si riferisce al settore finanziario ed economico, e non serve ad altro che a rendere possibili altre privatizzazioni e a trovare nuovi modi per far pagare altro denaro agli italiani. Per dirla in poche parole, è come se, invece di un governo vero, salisse al potere un organo nominato dalla Goldman Sachs, Deutch Bank e da altre banche, al fine di costringere il paese a subordinare tutto al pagamento degli interessi del debito-truffa. Non importa se i cittadini, per questo, dovranno abbassare la qualità della loro esistenza, se si troveranno ad avere parecchi problemi, o se non potranno più avere un’amministrazione pubblica e servizi pubblici di discreta qualità. Quello che conta è soltanto ingrassare le tasche dei già ricchissimi. E’ evidente che i diritti umani non hanno alcun valore per la Ue.

Alice viene trascinata verso strade che mai possono migliorare realmente la situazione italiana. Nessun partito politico sostiene la necessità di una fuoriuscita dal sistema creato dalla finanza internazionale; nessun partito chiede l’abolizione delle leggi che permettono lo sfruttamento lavorativo, nessuna autorità, men che meno Napolitano, chiede la sovranità monetaria.

Alice sente che in Italia sta succedendo qualcosa di rilevante, ma non pensa di avere un ruolo in tutto questo. Eppure, se si può parlare di “crisi di sovranità” o di cittadini che devono “salvare” (pagare) qualcosa, significa che in realtà, com’è sempre stato e sempre sarà, è il popolo a decidere cosa accettare e cosa rigettare. Ma se il popolo dorme, qualcuno approfitterà. E’ caduta la maschera della divisione fra “destra” e “sinistra”, portando al potere direttamente i funzionari bancari, senza tanti fronzoli ideologici. Segno che il potere è sempre più “nudo”.

Dunque, Alice si troverà nel paese dominato dai banchieri, che hanno occupato tutte le maggiori cariche attraverso personaggi che disprezzano gli italiani e ne calpestano i diritti, facendo diventare la Costituzione carta straccia. Quell’Alice che rideva quando si parlava della pericolosità del gruppo che organizzava guerre ed “esportava democrazia”, oggi non ride più.

Alice, ovvero gli italiani ancora convinti che il governo “risolverà la crisi”, si dovrà svegliare prima o poi, per scoprire che quel Paese con un nuovo governo è diventato il Paese dei banchieri, e quei partiti in cui riponeva fiducia, credendo che andare a votare fosse segno di democrazia, non sono altro che tirapiedi di un sistema che non la rende affatto partecipe di quello che determinerà la sua stessa vita. Un Paese ben diverso da quello “delle Meraviglie” immaginato e promesso dai politici. Non che non lo fosse prima, ma ora la maschera non c’è più, e tutti potranno vedere come la libertà sarà palesemente minacciata, e i minimi diritti (al lavoro, alla protezione contro lo sfruttamento, ad avere la possibilità di vivere una vita produttiva e dignitosa, ai servizi pubblici di accettabile qualità, ecc.)
saranno messi nelle mani di personaggi infami, rappresentati da Mario Monti e similari.

La mancata sovranità monetaria ci esporrà ad altre “crisi”, che saranno strombazzate dai media come intimidazione, ogni qualvolta le persone cercheranno di organizzarsi per protestare.

Quando si sveglierà Alice? Cosa ci vuole a capire che non siamo sovrani e che se non ci svegliamo le cose peggioreranno? Cosa ci vuole a capire che in realtà i banchieri non possono avere alcun potere?

Lo hanno perché il popolo crede di non averlo, e lo attribuisce a entità esterne. Non è un eccessivo ottimismo che ci fa credere che prima o poi anche gli italiani si sveglieranno e si libereranno dall’oppressione, come stanno facendo i popoli dell’America Latina e altri. La Storia ci insegna che nessun impero è mai durato per sempre.

La “via crucis” che l’attuale governo chiederà agli italiani, specie alle fasce sociali più modeste, non serve al bene del Paese ma soltanto a far esistere ancora per qualche anno un sistema che non è in grado di reggere le spinte al cambiamento che il mondo sta avendo, e che nel tempo saranno ancora più forti. Il sonno di Alice genera tirannia, non riconoscendo il proprio potere nel creare la realtà.

Un potere iniquo è alimentato dal senso di impotenza delle persone, dalla disponibilità alla sottomissione, dalla deresponsabilizzazione, dal riconoscimento del suo sistema politico e finanziario, e dalle divisioni sociali create per orientare l’odio e il malcontento.

Il responsabilizzarsi può dare vita a comunità con un proprio sistema finanziario, sociale ed economico, scelto liberamente dalle persone. Esistono già reti di comunità locali che vanno verso l’autosufficienza alimentare ed energetica, e hanno creato una propria ideologia, con valori come il rispetto per l’ambiente, la creazione di cultura e arte, l’assenza di egoismo e di avidità, ecc.

“La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, dice l’art. 1° della nostra Costituzione. Quando Alice si sveglierà capirà che nessuna persona è obbligata a sottostare ad un regime tirannico, a meno che lo voglia o lo riconosca come necessario. Se non lo vuole, cercherà di stare ben sveglia, per capire cosa fare per abbatterlo.

NOTE

1 http://nuovaeconomia.blogosfere.it/2009/07/dialoghetto-a-tre-voci-su-economiadebiti-interessi-inflazione-e-usura-delle-banche.html

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tratto dalla pubblicazione “NUOVA ENERGIA”, che è una pubblicazione offerta previo abbonamento. Per informazioni su questa pubblicazione:
http://antonellarandazzo.blogspot.com/2010/01/campagna-abbonamenti-2010.html
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